Appalti e legalità, ricetta Cisl «Patente a punti per le imprese» . La proposta per tutelare il settore nel Veneto
Appalti e legalità, ricetta Cisl «Patente a punti per le imprese» . La proposta per tutelare il settore nel Veneto
VENEZIA - Una «patente a punti» per le imprese edili che partecipano agli appalti. I punti verrebbero detratti quando si violano le procedure, si effettuano lavori scadenti o non si applicano le norme di sicurezza. E nei casi più gravi la patente potrebbe essere ritirata per un periodo più o meno lungo. La proposta giunge dal sindacato di categoria Filca-Cisl del Veneto: l'intenzione non è vessare le aziende venete, quanto piuttosto difenderle dalla concorrenza al ribasso. Una strada più efficace, per il segretario generale della Filca-Cisl del Veneto Salvatore Federico, del «protezionismo» chiesto da Stefano Pelliciari, presidente dell'Associazione dei costruttori edili del Veneto, ai candidati alla carica di governatore.
«Penalizzazioni per chi fa lavori scadenti o non rispetta le norme di sicurezza»
Pelliciari auspica che il 30% dei lavori commissionati dalle istituzioni regionali vengano riservati alle aziende locali. «Ma con l'introduzione di una patente a punti, simile alla patente di guida, le imprese edili venete non avrebbero più bisogno - sostiene Federico - potrebbero conquistare il 100% degli appalti». Resterebbero infatti fuori dai bandi «tutte le imprese che non sono solide e serie». Per ottenere l'attestato a patente gli imprenditori dovrebbero frequentare corsi sulla sicurezza sul lavoro, sulla contabilità aziendale e sulla legislazione degli appalti. Verrebbe disincentivata in questo modo la nascita di aziende di comodo, talvolta intestate a prestanome. «Realtà che spesso scompaiono nel nulla alle prime difficoltà, lasciando dietro di sé - ricorda Federico - voragini finanziarie».
L'idea è stata presentata nell'ambito del convegno «Lavoro per la legalità», nella sede della Cisl regionale a Mestre. Il compito di mettere a fuoco gli effetti della crisi è stato affidato a Maurizio Rasera di Veneto Lavoro, che ha ricordato come nel 2009 sono stati persi circa 6.700 posti di lavoro del settore delle costruzioni, il più colpito dopo la meccanica. Pesa, oltre al crollo delle compravendite immobiliari, anche l'asfissiante burocrazia. Salvatore Federico tende la mano all'Ance Veneto: «Ha ragione Pellicciari quanto denuncia la montagna di permessi - ricorda - che sono necessari per lavorare». A snellire le procedure può contribuire la Cassa edile, «ospitando uno sportello unico - propone il segretario generale della Filca-Cisl del Veneto - per le pratiche edilizie, in collaborazione con i Comuni».