«Anziani, la Regione intervenga»
«Anziani, la Regione intervenga»
VICENZA - «La Regione regoli la partecipazione delle famiglie alle quote per gli anziani non autosufficienti in casa di riposo» . E' l'appello di Cgil e Uil dopo la sentenza del Tar che ha stabilito che a pagare le rette delle case di riposo deve essere Comune (nello specifico quello di Monticello) e non la famiglia dell'assistito quando questi non è autosufficiente. «Non possiamo lasciar decidere i giudici. Il governatore Luca Zaia deve capire che serve un tavolo di confronto con tutte le parti sociali» sintetizza Rita Turati, segretaria Spi Cgil del Veneto. Secondo Stefania Cerasoli, l'avvocato che ha presentato il ricorso al Tar, quanto deciso dai giudici non diventa una certezza di vittoria per le famiglie che d'ora in avanti vorranno ricorrere contro i Comuni che non pagano la quota residenziale degli anziani non autosufficienti in casa di riposo. La sentenza è infatti valida solo fra le parti in causa, pur essendo un precedente importante in provincia di Vicenza. Buone notizie però per quelle famiglie che hanno accordi solo col municipio non con la casa di riposo) per una compartecipazione delle spese: secondo la legale sono sempre illegittimi. Cerasoli sostiene infatti che in qualunque momento «i soggetti interessati potranno inviare una dichiarazione di recesso al Comune di residenza dell'anziano» e il municipio dovrà provvedere al posto della famiglia. La sentenza desta comunque impressione nella società civile. Claudio Rizzato (Pd) tuona contro la Regione: «Serve una norma che regoli la materia. L'indicazione nazionale è chiara: i Comuni non possono rifiutare di pagare la quota essenziale delle rette di case di riposo qualora l'anziano non autosufficiente non abbia reddito a sufficienza per farlo» . Mario Dalla Valle (Uil Pensionati) sostiene che «la prima cosa da fare è suddividere precisamente le due componenti delle rette delle case di riposto, l'alberghiera e la sanitaria. Solo la prima è a carico della persona, e realmente equivale al 15 per cento, non al 50 come spesso viene conteggiato oggi» . Sulla questione insiste anche Rita Turati. «Serve equilibrio tra la componente della retta che è sanitaria, e gratuita, e quella alberghiera su cui deve intervenire il Comune. Di fatto oggi in Veneto ogni municipio va per conto suo, con criteri propri, in materia. E' il momento di fare una seria normativa regionale: Zaia convochi un tavolo di confronto con tutte le parti interessate» . Andrea Alba