«Andiamo in fabbrica a dire come si violano i diritti». Appello della Fim ai colleghi di Fim e Uilm dopo la disdetta del contratto di lavoro da parte di Federmeccanica.

«Andiamo in fabbrica a dire come si violano i diritti». Appello della Fim ai colleghi di Fim e Uilm dopo la disdetta del contratto di lavoro da parte di Federmeccanica.
Giovedì 9 Settembre 2010 - Rovigo -«Quello che sta succedendo nel mondo del lavoro metalmeccanico è gravissimo. Federmeccanica ha disdettato il contratto di lavoro attualmente in vigore, l'ultimo sottoscritto unitariamente al termine di una stagione di battaglie e votato da tutti i lavoratori». Con queste parole il segretario provinciale Fiom Cgil, Paolo Zanini, ha commentato le vicende di queste ore che vedono in primo piano il mondo dei metalmeccanici, ma che presto probabilmente riguarderanno tutto l'ambito lavorativo. «Con questo atto - ha ribadito Zanini - si decide di imboccare una strada diversa che non ha precedenti, con nuove regole che vedranno sfumare la sicurezza del contratto nazionale. In quell'accordo si apre un principio, quello delle deroghe, devastante. Sarà fatto un contratto che poi potrà essere cambiato da ogni imprenditore». Su queste questioni si inseriscono Pomigliano e quello che il Governo sta facendo. «Il Governo sta attaccando dei principi costituzionali e Pomigliano è un'accelerazione di questi processi con un diktat di Marchionne dove viene a mancare l'idea di contrattazione, dove potranno essere violati dei diritti e i lavoratori non ne vengono messi al corrente». Per questo Zanini chiede a livello provinciale che Fim Cisle Uilm Uil di andare uniti nelle fabbriche a parlare e spiegare come stanno le cose. «Fare sindacato significa assumersi le proprie responsabilità e parlare chiaramente. È ora di aprire una campagna di assemblee».

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