Ancora mobilità, l'abbigliamento vede rosso. La Valentino dismette Lebole: 36 esuberi. E non è la sola. Rizzo (Uil): settore in picchiata

«Tessile in caduta libera». Il quadro del comparto tessile-abbigliamento vicentino, a fine 2011, rimane negativo.

L'analisi la fanno le categorie di settore dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Roberta Zolin, segretaria Femca Cisl, evidenzia come «dopo le ferie la situazione sia peggiorata, c'è stato un crollo di ordini», mentre per il segretario Uilta-Uil Giannino Rizzo «l'impressione è di un settore in picchiata» ma «non bisogna perdere la speranza, si investa in creatività e made in Italy». Intanto in provincia si firmano nuovi accordi per riduzioni di personale, come alla «Sinv» di Schio con 65 mobilità con incentivi e outplacement, o riorganizzazioni interne con esternalizzazioni di settori, come alla «Ga Operations» (Gruppo Armani) di Trissino (40 lavoratori coinvolti) e alla «Valentino» di Valdagno (36 esuberi con due anni di cassa integrazione).

Rizzo punta l'indice anzitutto sull'occupazione: «Non c'è alcuna ditta di confezioni che assuma, in questo momento. La tendenza continua ad essere negativa, dopo l'estate è aumentato anche il ricorso alla cassa integrazione». Per Zolin «ci sono produzioni che vanno di più, in particolare l'abbigliamento sportivo e casual, e altri che soffrono molto, soprattutto il capo spalla. Oltre alla crisi generale, si aggiunge il cambiamento culturale».

Renato Omenetto, della Cgil, parla dell'accordo siglato nella scledense Sinv (che ha 220 addetti in tutto) in questi giorni: «Sessantacinque mobilità da qui a gennaio, causa una perdita di commesse e di fatturato. Il problema è la crisi generale del settore, parliamo comunque di un'azienda sana che saprà risalire la china». Sinv e il suo presidente Ambrogio Dalla Rovere, interpellati, per ora non commentano. Tra i firmatari dell'intesa interviene invece Serenella Pagliosa (Uilta), precisando che «l'accordo prevede che Sinv metta a disposizione una società di outplacement per formazione attiva e inserimento in un nuovo posto di lavoro. Inoltre c'è un incentivo fra i 15 e i 20mila euro». Nella Valle dell'Agno la trissinese «Ga Operations» ha concluso da poco un accordo per l'esternalizzazione del magazzino e di quel che rimaneva del reparto produttivo. «Riguarda quaranta lavoratori, faranno due anni di cassa integrazione, poi è prevista la mobilità. Ma confidiamo di andare ad «impatto zero» attraverso una serie di ricollocamenti» auspica Zolin.

Nella vicina Valdagno lo stabilimento tessile di Valentino Fashion Group ha da poco deciso di dismettere la linea di produzione della griffe «Lebole». Il che comporta 36 esuberi: «Abbiamo siglato un accordo che prevede due anni di cassa integrazione straordinaria e poi la mobilità, ma speriamo si riescano a fare dei ricollocamenti interni in altri reparti e limitare al massimo le uscite» osserva Antonio Visonà (Uil). Nessuno in controtendenza? Almeno un caso viene citato: lo stabilimento Forall di Quinto Vicentino (più di 800 dipendenti), noto per il marchio «Pal Zileri»: «A luglio sono terminati i due anni di contratto di solidarietà. L'azienda ha preso il brand Ermenegildo Zegna e scommesso su un rilancio, assumendo 15 dipendenti - spiega ancora Zolin - Va detto però che nel biennio precedente ne erano usciti 80, in pensione».

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