Ammortizzatori sociali.  Nuovo accordo con i sindacati ma Donazzan torna a battere cassa con Sacconi. Cassa integrazione in deroga, stanno per finire i soldi

Ammortizzatori sociali.  Nuovo accordo con i sindacati ma Donazzan torna a battere cassa con Sacconi. Cassa integrazione in deroga, stanno per finire i soldi
VENEZIA - Oltre 60 milioni per il welfare regionale sul lavoro. È stato sottoscritto da Regione e parti sociali il nuovo accordo quadro che garantisce a circa 13mila lavoratori veneti gli ammortizzatori sociali in deroga. Ma a fronte dell'esaurimento imminente dei fondi disponibili, l'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan ha chiesto un nuovo confronto con il ministro al lavoro Sacconi «al fine di individuare ulteriori risorse aggiuntive».
Il nuovo accordo siglato dalla Regione Veneto con le parti sociali prevede uno stanziamento complessivo di quasi 50 milioni, integrato dalla Regione stessa per un ulteriore 30%, come concordato con il ministro del Lavoro. Viene ampliata così la platea di aziende che possono fare ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Inoltre, anche i lavoratrori lavoratori licenziati o dimessi per giusta causa, oppure con un contratto a tempo determinato non rinnovato, otterranno un trattamento equivalente alla mobilità. Il contributo regionale è volto «a predisporre - sottolinea l'assessore Elena Donazzan - politiche attive a favore dei lavoratori interessati ». Partecipare a corsi e programmi formativi regionali sarà una condizione necessaria per ottenere il trattamento. «Il sussidio va a tutelare il reddito di moltissimi lavoratori - commenta Giulio Fortuni responsabile delle politiche per il lavoro della Cisl del Veneto - completamente scoperti se si considerano solo i normali ammortizzatori».
Si tratta della prima assegnazione per il 2009 e sono già circa 13.400 lavoratori i lavoratori coinvolti, per un totale di 7,5 milioni di ore. «Hanno ricorso alla cigs in deroga - continua Donazzan - molte imprese artigiane e altre aziende sotto i 15 dipendenti a cui è stato attribuito il maggior ammontare delle risorse».
Sulla base di questi dati la Cisl stima che servono da subito quasi 62 milioni di euro: necessità soddisfatte grazie ai 9,5 milioni di euro residui dello scorso anno. Il sindacato sottolinea perciò con favore che «nei fatti si sta mettendo in pratica - nota Franca Porto, segretaria della Cisl veneta - un nuovo welfare regionale sul lavoro» ma invita la Regione ad «attivarsi nei confronti del governo per ottenere da disponibilità di fondi aggiuntivi».
Il regolamento per le domande di sussidio sarà pubblicato entro il prossimo 22 giugno.
Massimo Favaro

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