Ambiente e inquinamento. La decisione della commissione Ue di avviare una procedura di infrazione contro l'Italia solleva polemiche e ha ricadute locali. Piano aria antismog, l'Europa boccia il Veneto

Legambiente: «Giudicate insufficienti le misure di limitazione al traffico» Conta: «I provvedimenti ci sono ma la Pianura padana è un caso a parte»

La decisione della Commissione europea di avviare la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, per il continuo sforamento dei limiti di inquinamento atmosferico, sta sollevando polemiche e discussioni anche in Veneto e a Verona. E se non ci saranno miglioramenti, dal 2011 l'Italia sarà condannata a pagare una salatissima multa.
«Si tratta di una bocciatura, purtroppo», commenta il presidente regionale di Legambiente, «anche per la Regione Veneto e per i Comuni della nostra regione, significa che sono considerate insufficienti le misure di limitazione dei veicoli inquinanti, in poche aree, per fasce orarie, senza controlli efficaci... Così, il partito dei camionisti e dei sostenitori dell'auto, oltre ad attentare alla nostra salute, ci porterà a pagare le multe europee con le nostre tasse. Occorre che Comuni, Province, Regione e Stato comincino a fare sul serio nella lotta allo smog». Bertucco punta il dito soprattutto sugli «investimenti insufficienti per il trasporto pubblico e ferroviario che finiscono per agevolare il trasporto privato. Attenzione, però», avverte, «perché dal primo gennaio 2011 scatteranno le sanzioni».
Giancarlo Conta, assessore regionale all'ecologia, tuttavia, ridimensiona l'allarme di Legambiente. «Il problema degli sforamenti dei limiti è continentale e come molti altri Stati abbiamo chiesto una proroga sui parametri comunitari. Inoltre, va considerata la peculiarità della pianura padana a livello europeo». Conta, inoltre, fa sapere che «da tre anni è attivo un protocollo tra Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, le province autonome di Trento e Bolzano e il Canton Ticino per creare sinergie di interventi a livello di trasporti, riscaldamento, industrie e agricoltura. Come Veneto abbiamo stanziato 520 milioni per un piano quindicennale per la sostituzione degli autobus a gasolio, abbiamo fatto accordi con le industrie conciarie, promosso incentivi per la sostituzione delle caldaie ma si tratta di programmi a lungo termine, i risultati si vedranno fra qualche anno e poi c'è il problema delle risorse limitate».
La Commissione europea salva esclusivamente la Valle d'Aosta e alcune aree della Regione Marche e del Lazio. E così ha deciso di riattivare la procedura di infrazione contro l'Italia.
Federico Sboarina, assessore all'ambiente del Comune di Verona, anch'esso chiamato in causa da Legambiente, respinge le accuse: «Come Amministrazione la nostra parte la facciamo, anche se è evidente che in un singolo territorio è arduo risolvere un problema che è generale». E aggiunge: «In collaborazione con l'università di Trento, che alla fine ci darà indicazioni concrete di intervento, stiamo mettendo a punto un Piano di risanamento dell'aria, che coinvolge circa 25 Comuni. Quanto ai veicoli più inquinanti, Euro 0 ed Euro 1, abbiamo ampliato, da ottobre a maggio, il periodo di interdizione dall'area cittadina. Inoltre», continua Sboarina, «stiamo incentivando l'utilizzo di mezzi alternativi alle vetture a benzina o a gasolio attraverso iniziative come city logistic, bike sharing, contributi per le bici elettriche ed è in via di definizione il sistema dei parcheggi. Vanno aggiunte a ciò la piantumazione di migliaia di nuovi alberi e le iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, come le miglia verdi... L'impegno per un intervento strutturale, quindi, c'è».E.S.

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