Alta velocità balneare «Un vero pasticcio che ci costerà caro»
Alta velocità balneare «Un vero pasticcio che ci costerà caro»
Simonaggio (Filt-Cgil) e Vio (Assoutenti) «Con stop intermedi nessun vantaggio»
VENEZIA. La futura Tav fra Mestre e Trieste, lunga circa 150 km, dovrà essere percorsa, al massimo, entro un'ora. Quindi bisognerà definire un tracciato quanto più corto possibile. L'attuale «pasticcio», nato da un compromesso tra Rfi e Regione Veneto, prevede, invece, una linea litoranea a metà e con fermate all'aeroporto Marco Polo ed a Passarella di San Donà di Piave, definito a zig zag, che da un lato non raggiunge direttamente le località balneari e dall'altro allunga i tempi di percorrenza.
Questa, in sintesi, la posizione ufficiale della Filt-Cgil del Veneto. «Non bisogna fare confusione tra alta velocità e trasporto locale - sottolinea Ilario Simonaggio - e chi insiste ancora sulla litoranea non ha capito, o fa finta di non capire, che l'interconnessione locale spetta al Sfmr (la metropolitana di superficie), che, prevede, anche un collegamento con Tessera e con San Donà di Piave/ Portogruaro-Caorle».
Anche Mario Vio è concorde con la posizione della Filt. Tra Mestre e Trieste non ci dovrà essere nessuna fermata intermedia, altrimenti si rischia di restare in Eurostar anche sino a 180 minuti, che, poi, è l'attuale tempo di percorrenza» dice il presidente regionale di Assoutenti.
Al momento del tratto italiano dell'alta velocità Lisbona-Kiev sono aperti e funzionanti soltanto i segmenti fra Torino-Porta Susa e Milano, fra Milano e Treviglio e fra Padova Centrale e Venezia-Mestre (km 25). In pratica devono essere ancora realizzati i percorsi tra Treviglio e Brescia, dove sono già iniziati gli espropri e sono garantiti i finanziamenti del Cipe, fra Brescia e Padova e tra Mestre a Trieste. È stato già deciso che una parte della nuova ferrovia sarà realizzata in affiancamento ai binari esistenti (che in gergo Rfi si chiama quadruplicamento), mentre il resto sarà costruito con tratti di linea alternativi rispetto a quelli esistenti.
Non ci dovrebbero essere problemi per la linea tra Brescia e Verona (73 km), che in linea di massima non dovrebbe essere molto diversa da quella esistente (realizzata ai tempi di Francesco Giuseppe, quando il Lombardo-Veneto era sotto l'Austria), che prevede anche un secondo ponte avveniristico e panoramico tra le stazioni di Lonato e Desenzano del Garda. Di conseguenza i nodi da risolvere riguardano le tratte che vanno da Verona a Grisignano e da Mestre a Trieste.
Felice Paduano