«Alta velocità a Vicenza. E' Rfi a bloccare i fondi». Zuccato rilancia allarme di Tomat e scrive a Berlusconi
«Alta velocità a Vicenza. E' Rfi a bloccare i fondi». Zuccato rilancia allarme di Tomat e scrive a Berlusconi
VICENZA - «L'assenza di fon¬di per l'alta velocità ferroviaria fra Verona e Padova è da impu¬tare all'inerzia di Rete Ferrovia¬ria Italiana spa, che se avallata rischia di arenare la Tav veneta sine die con una precisa re¬sponsabilità politica». Roberto Zuccato, presidente di Confin¬dustria Vicenza, entra nella vi¬cenda dei fondi mancanti per l'alta velocità veneta, con una lettera ai vertici politici nazio¬nali in cui denuncia l'«assen¬za » di 120 milioni di euro desti¬nati al progetto fino all'anno scorso, ma non più presenti nella bozza dell'aggiornamen¬to 2009 del Contratto di pro¬gramma fra ministero ed Rfi.
In vista della riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economi¬ca (Cipe), che si svolgerà do¬mani, Zuccato ha inviato una lettera al premier Silvio Berlu¬sconi, al presidente veneto Giancarlo Galan, ai ministri ve¬neti e al capo del dicastero dei Trasporti Altero Matteoli, rilan¬ciando l'allarme segnalato nei giorni scorsi dal presidente de¬gli industriali veneti Andrea Tomat sulla Tav. Secondo To¬mat e Zuccato mancano del tut¬to gli stanziamenti per la pro¬gettazione e realizzazione del¬l'Alta velocità nel tratto fra Ve¬rona e Padova. Nei giorni scor¬si sulla questione era entrato anche il presidente della Pro¬vincia vicentina, Attilio Schne¬ck, ricordando che per la sua approvazione della progetta¬zione veneta «è assolutamente necessaria una fermata vicenti¬na ».
Zuccato segnala che «dai do¬cumenti approvati finora a li¬vello nazionale risulta che il progetto preliminare della trat¬ta Brescia-Verona è stato ap¬provato già nel dicembre 2003, mentre quello della trat¬ta Verona-Padova è stato ap¬provato nel marzo 2006, sep¬pur suddiviso in due fasi. In particolare, il Cipe nel 2006 ha stabilito che l'individuazione della copertura finanziaria sa¬rà effettuata quando verrà esa¬minato il progetto definitivo. E' quindi del tutto infondato e strumentale attribuire alla Re¬gione Veneto o agli enti locali vicentini la colpa del ritardo nell'iter progettuale della linea Verona-Padova, che non ha fat¬to alcun passo avanti negli ulti¬mi tre anni». Il presidente de¬gli industriali berici sottolinea, piuttosto, le responsabilità di Rfi spa. «La società fin'ora non ha portato avanti quanto pre¬scritto dal Cipe. Lo ha ammes¬so lo stesso amministratore de¬legato Moretti, che si è giustifi¬cato affermando che non ci so¬no risorse destinate al tratto ve¬neto dell'Alta Velocità, nemme¬no per la progettazione. Desta preoccupazione - aggiunge Zuccato - che la bozza dell'ag¬giornamento 2009 del Contrat¬to di programma tra il ministe¬ro delle Infrastrutture e Rete Ferroviaria, ancora in via di de¬finizione, registri una 'rimodu¬lazione' delle risorse assegna¬te all'Alta Velocità Verona-Pa¬dova nell'aggiornamento 2008». Secondo quanto previ¬sto nel 2008, infatti, per l'inte¬ro periodo fra il 2007 e il 2011 era previsto un fabbisogno complessivo di 120 milioni di euro, da attribuire alla compe¬tenza 2009. Ma nella bozza del¬l'aggiornamento 2009 del Con¬tratto di programma questo importo non compare più co¬me «fabbisogno di competen¬za dell'anno in corso»: «Se que¬sta scelta fosse confermata - avverte Zuccato - sarebbe inne¬gabile una precisa responsabili¬tà politica, che avallerebbe l'inerzia di Rfi spa, differendo sine die la progettazione defini¬tiva della tratta veneta. Nella malaugurata assenza di decise correzioni di rotta, sarà inevita¬bile prendere atto della scarsa attenzione riservata a quel Ve¬neto, locomotiva dell'econo¬mia nazionale, nelle grandi scelte strategiche per lo svilup¬po e la competitività del no¬stro Paese».
Elfrida Ragazzo