«Alta velocità, Tomat sbaglia, Veneto in ritardo sul progetto»

L'intervista Parla il viceministro leghista: fondi Cipe per opere cantierabili.«Alta velocità, Tomat sbaglia, Veneto in ritardo sul progetto»
Castelli: Roma non c'entra, colpa dei campanilismi

ROMA - Viceministro Roberto Castelli, il presidente degli industriali veneti, Andrea Tomat, afferma che ci sono ragioni politiche dietro il mancato finanziamento dell'Alta velocità tra Milano e Mestre, perché si privilegia il terzo valico e il Ponte di Messina piuttosto che opere indispensabili per quest'area cruciale del Paese. Cosa ne pensa?
«Non è vero. Chi ha un ruolo istituzionale dovrebbe informarsi meglio: ci sono norme da rispettare e da coordinare con le scelte politiche. Il Cipe, nella riunione del 6 marzo scorso, ha stabilito di investire i 16,6 miliardi disponibili in opere immediatamente cantierabili o in avanzata fase di progettazione. Questo è un tema sentito e infatti l'Ance critica il governo perché spende troppo lentamente: ciò dimostra che la scelta di spendere il più velocemente possibile è richiesta anche dalle categorie professionali. E così stiamo avanzando sulla tratta Treviglio - Brescia perché il progetto è completo. In Veneto c'è un grosso problema: le autorità locali non si mettono d'accordo sul tracciato della Tav e quindi non si può finanziare un'opera senza sapere quali territori attraverserà, visto che manca un progetto ».
Anche il governatore Giancarlo Galan ammette che ci sono gli ostacoli frapposti dagli enti locali. Come nel caso di Vicenza e di Peschiera.
«Ecco, anche per questo bisogna informarsi prima di parlare. Io ricordo che il Veneto paga un ritardo storico: non era forse l'ex assessore Boato che diceva: finchè governo io non si farà l'Alta velocità? Per fortuna questa mentalità è cambiata».

Il sindaco di Vicenza, il pd Achille Variati, si chiede quale senso ha investire le scarse risorse sull'Alta velocità Bari - Napoli o sul Ponte di Messina, piuttosto che sulla Milano - Venezia, alla vigilia dell'Expo. Può rispondere lei?
«La Bari-Napoli è stata finanziata con i fondi per il Mezzogiorno. Dei 16,6 miliardi destinati alle grandi opere il 49,5% va al Nord e infatti il governo è accusato dal Sud di privilegiare queste aree. Al Mezzogiorno sono destinati i Fas e al Ponte solo il 7,8% del fondo complessivamente deliberati dal Cipe».
Per il filobus di Verona, grazie all'intervento della Lega, sono stati sbloccati i 125 milioni stanziati. Quando potranno essere utilizzati?
«Il Senato, con l'apporto decisivo della Lega, ha salvato i fondi, che ammontano a 200 milioni circa, perché in un primo momento erano stati destinati al terremoto dell'Abruzzo. Il Veneto, va detto, ha sempre avuto un trattamento di favore: solo qualche settimana fa è stato inaugurato il Passante di Mestre e i primi veri soldi messi a disposizione da questo governo sono stati gli 800 milioni per il Mose, a cui si aggiunge il miliardo e mezzo dell'Unione europea. Per l'utilizzazione immediata dei 200 milioni ci sono dei problemi, perché il progetto iniziale è stato profondamente modificato e rischia, quindi, di non essere finanziabile dal Cipe. Infatti se viene giudicato come un piano nuovo tutto l'iter dovrà ricominciare da capo, ma noi ci stiamo adoperando affinché si consideri come un progetto con semplici modifiche ».
Rosanna Lampugnani