Alloggi "sociali". Pronto un piano per agevolare nella locazione anziani e giovani coppie. La casa in Polesine è un lusso
Alloggi "sociali". Pronto un piano per agevolare nella locazione anziani e giovani coppie. La casa in Polesine è un lusso
Mosca Toba: «La politica deve intervenire in sinergia con imprese pubbliche e private»
Domenica 20 Dicembre 2009, Rovigo - Tra crisi, difficoltà di accesso al credito e costi della vita sempre più alti, anche la casa diventa un lusso. Per poter affrontare il problema bisogna studiarlo e comprendere le peculiarità del nostro territorio. Per questo la Filca Cisl grazie alla collaborazione di Federico Della Puppa, docente dell'università Iuav di Venezia, ha condotto una ricerca sull'edilizia in Veneto e in particolare in Polesine. "Quale casa per il futuro?" è uno studio che permette di conoscere le esigenze di famiglie, giovani ed anziani. «Inoltre è fondamentale - afferma il segretario Andrea Mosca Toba assieme ai colleghi Daniele Storiari, Roberto Rizzo e Andrea Fabiano - istruire le famiglie sull'importanza di affidarsi ad imprese di qualità per le costruzioni. In questa maniera si garantisce un lavoro in sicurezza oltre che una casa stabile e a misura senza incorrere in problemi».
La ricerca di Della Puppa evidenzia come la nostra provincia, con il 5,3% del totale delle abitazioni censite dall'Istat nel 2001, è la provincia veneta con il patrimonio edificato più contenuto in termini assoluti, con un peso delle abitazioni non utilizzate pari a quello della media regionale, e con una incidenza molto più contenuta sul totale delle abitazioni occupate da persone non residenti. La specificità del sistema insediativo e residenziale della provincia esprime una sostanziale solidità dell'impianto residenziale, assolutamente in linea con le medie regionali e con un tasso di occupazione delle abitazioni da parte dei residenti secondo solo a quello delle province di Padova e e Treviso. Dunque Rovigo è una provincia fortemente residenziale e, da questo punto di vista, attrattiva. Oltre che in termini di alloggi, il Polesine esprime il numero più contenuto a livello regionale anche nel numero di edifici. La nostra provincia, infatti, con il 6,5% degli edifici regionali, presenta una struttura insediativa maggiormente diffusa delle altre province venete, prova ne è il peso delle abitazioni monofamiliari, pari al 7,4% del totale regionale. Molti contenuti invece gli indicatori relativi alla presenza di edifici di medio-grande dimensione, il che permette di ipotizzare potenzialità di intervento e di sviluppo nel mercato residenziale diverse da quelle di altre realtà venete. É infatti questa una provincia che potrebbe più di altre utilizzare gli strumenti normativi recentemente messi a disposizione dalla Regione, per l'incremento volumetrico degli edifici. Tanto che lo stato di conservazione degli edifici nel nostro territorio è mediocre o pessimo nel 17,9% degli edifici, e dunque c'è una certa potenzialità di utilizzazione e di intervento attraverso le agevolazioni del "piano casa". La crescita della popolazione e delle famiglie e la ricerca di condizioni di vita in centri più grandi e con maggiore presenza di servizi, evidenzia che proprio in queste realtà andrebbero perseguite politiche di rafforzamento di queste dinamiche in atto, anche incrementando il patrimonio in locazione, attraverso ad esempio proposte di alloggi a canoni sostenibili dalle giovani coppie, sul modello del social housing. É al target delle giovani coppie, ma anche delle persone più anziane, dunque che bisogna guardare e dare risposta dal punto di vista residenziale in tutto il Polesine.
Marina Lucchin