Allarme cig speciale a Verona. E assunzioni in calo in regione.
In 9 mesi, 448mila contratti, 144mila in meno rispetto al 2008 Soffrono meccanica e mobile tiene il settore alimentare.
La cassa integrazione in ottobre rallenta, rallenta il pessimismo, ma non significa che aumenti l'ottimismo. Anche perché come si evince dalla ricerca dell'ente regionale Veneto Lavoro, www.venetolavoro.it, Misure /26 , è «permanente» una «dinamica negativa delle assunzioni».
Verona, se si confrontano i dati cig delle province di Brescia, Vicenza, Padova e Treviso, come ha fatto Cisl Verona, continua a soffrire meno. «Questo dipende dalla diversificazione produttiva che Verona si è data», precisa Massimo Castellani, segretario della Cisl di Verona «da una forte presenza dell'agroalimentare che meno risente della crisi e del settore terziario, commercio e servizi». Fino a settembre, calcola la Cisl, le ore autorizzate dall'Inps, sono state 4.460.974 (3.907.176 di ordinaria e 553.798 di speciale). Nelle realtà analoghe per forza lavoro occupata, a Brescia sono state 31.9 milioni, a Vicenza 11.2, a Treviso 10.9, e a Padova 9.5.
Nel solo settembre, le ore autorizzate a Verona sono state 716.294 di cui 579.141 ordinaria e 137.153 speciale. È preoccupante, sottolinea la nota, l'aumento della cig speciale in settembre, 137.153, in luglio, 92.079, e in giugno, 35.959. L'aumento di cig speciale indica una crisi strutturale e l'utilizzo di tutta la cig ordinaria. «E alla fine della speciale», sottolinea Castellani «non resta altro che la risoluzione del rapporto di lavoro».
ASSUNZIONI IN VENETO. Secondo la ricerca di Veneto Lavoro, nei primi nove mesi del 2009 in Veneto le assunzioni sono state 448mila. Rispetto al pari periodo 2008, ancora in situazioni pre-crisi, si registra una flessione significativa (-144mila assunzioni) pari a circa un quarto del volume di domanda allora registrato (-24,3%).
La ricerca dell'ente regionale considera «l'insieme del lavoro dipendente, con l'esclusione del lavoro domestico e di quello a chiamata, oltre che di quello parasubordinato». La flessione della domanda di lavoro rimane concentrata nell'industria. Se nei primi 9 mesi 2008 le assunzioni rappresentavano circa la metà di quelle effettuate nel terziario, nello stesso periodo del 2009 tale quota è scesa a poco più di un terzo, cosicché la riduzione dei flussi di ingresso nell'industria è pari al 41,6%, mentre nei servizi 18,4%. Tra i comparti produttivi caratterizzanti la struttura manifatturiera regionale solo l'alimentare segnala una tenuta della domanda di lavoro, mentre meccanica e industria del mobile segnalano contrazioni rispettivamente oltre il 61% e il 55%.
gda