«Alla Recoaro calano lavoro e posti». Denuncia dei sindacati: «San Pellegrino a rischio»
«Alla Recoaro calano lavoro e posti». Denuncia dei sindacati: «San Pellegrino a rischio»
RECOARO - Sindacati in agitazione per la situazione alla San Pellegrino (proprietà Nestlè) di Recoaro, storica azienda con un centinaio di addetti. «Dei progetti di rilancio annunciati per Gingerino e Acqua Brillante niente è diventato realtà - è la critica - gli unici realizzi sono stati l'ennesima fuoriuscita di personale e l'accordo sulla riduzione della tassa regionale sull'acqua». La proprietà preferisce non replicare.
Nei giorni scorsi Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno ottenuto dai vertici di San Pellegrino un incontro a settembre per parlare dello stabilimento recoarese. Un confronto con la dirigenza aziendale c'è già stato nelle scorse settimane, «per esporre il continuo e non più sostenibile calo di produzione e vendite», precisano le tre organizzazioni. «La fabbrica si sta avvicinando a una preoccupante condizione di non equilibrio fra vendite e sostenibilità dei costi fissi - è l'accusa - è in serio pericolo la stessa struttura produttiva». In particolare il programma di rilancio annunciato dal gruppo, secondo le maestranze, doveva realizzarsi «puntando sull'acqua come punto di riferimento per la ristorazione veneta, oltre che attraverso un visibile investimento nel rilancio di gingerino e acqua brillante e con un'apertura di un canale di vendita per il mercato estero; infine con una possibile produzione di nuovi prodotti allo studio del commerciale ed una produzione d'acqua per un nuovo segmento di mercato». Secondo le tre sigle però «non c'è nulla, fra quanto sopra ricordato, che si sia trasformato in una tangibile realtà. L'unico vero realizzo è stata l'ennesima fuoriuscita di personale dallo stabilimento e l'accordo sulla riduzione della tassa regionale sull'acqua».