All'assemblea interventi «pungenti». I sindacati: «Nessuno parla del capitale umano che muove le imprese»

All'assemblea interventi «pungenti». I sindacati: «Nessuno parla del capitale umano che muove le imprese»
BELLUNO. Va bene la crisi, le banche, la burocrazia, ma dove li mettiamo i lavoratori? E' questa la domanda che per tutto il pomeriggio - mentre gli imprenditori parlavano dei problemi della congiuntura - si sono posti i sindacalisti presenti all'assemblea convocata al ristorante Nogherazza di Castion. «Nessuno ha parlato del capitale umano che muove le imprese e di quanto i lavoratori bellunesi stiano aiutando gli imprenditori a uscire dalla crisi», sottolinea a margine dell'incontro il segretario provinciale della Fiom Alessandro Da Rugna. «Ci vorrebbe un po' più di gratitudine», afferma Da Rugna. Sulla falsariga il collega della Fim Bruno Deola: «Si dovrebbe parlare di premi aziendali, di detassazione del reddito dipendente, di potere d'acquisto». Altro punto, gli ammortizzatori sociali e i contratti di solidarietà. «Per non parlare - continua Deola - della lotta all'evasione fiscale. Solo così si può ridare potere d'acquisto alle famiglie». Insomma, il fattore-persona è e deve essere determinante. Il rischio? Dipingere la crisi in atto come un qualcosa di esterno. Per i sindacati ogni realtà deve essere considerata a se stante: «Ci sono industrie che vanno avanti e altre che si trovano in serie difficoltà», sottolinea Da Rugna, convinto che alla base del ragionamento fatto dagli industriali ci sia una contraddizione: «Parlano di coesione e di unità, ma stanno per firmare un accordo separato con la Fim e la Uilm». (cr.ar.)

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