"Alfa Steel", c'è l'accordo Codogné: cassa integrazione e ricollocazione pubblica per i 47 dipendenti

"Alfa Steel", c'è l'accordo Codogné: cassa integrazione e ricollocazione pubblica per i 47 dipendenti
Sabato 25 Aprile 2009. Codognè. Cassa integrazione e ricollocazione pubblica per i 47 dipendenti dell'Alfa Steel di Codognè. Si è risolta così la complessa trattativa che ha visto impegnata la Fiom Cgil con l'obiettivo di portare a casa gli ammortizzatori sociali per i dipendenti dell'azienda di Codognè specializzata in carpenteria pesante. Negli stabilimenti di via Cal de Caval operano 47 lavoratori metà dei quali provenienti dalla Polonia.
La trattativa si è conclusa alle prime ore del mattino di venerdì quando all'una si è chiuso il vertice iniziato alle 5 del pomeriggio di giovedì in Provincia. Riuniti ai tavoli per la contrattazione la Fiom Cgil che ha ricevuto il mandato dagli operai, le Rsu, l'Alfa Steel rappresentata da amministratore delegato e consulente e i tecnici della Provincia. Non sono mancati i confronti: «In alcuni momenti si è rischiata la rottura - spiega Loris Scarpa della Fiom Cgil - poi la situazione si è risolta. Siamo abbastanza soddisfatti».
L'accordo siglato tra le parti prevede la cassa integrazione assicurata per i 47 operai della Alfa Steel che ritira la mobilità per far accedere i dipendenti alla cassa integrazione, che sembrava essere a rischio data la bassa anzianità dell'azienda, e che verrà anticipata dall'azienda stessa. L'accordo include anche la ricollocazione pubblica dei lavoratori: il piano prevede il colloquio con i dipendenti per capirne le aspettative, un percorso di formazione e infine l'avviamento al lavoro a carico della Provincia. «Un accordo - sottolinea Scarpa - che riconosce i diritti dei lavoratori senza aprire della cause».
Nella stessa occasione sono tate sanate anche alcune delle pendenze che si erano create tra lavoratori e Alfa Steel in seguito al passaggio, avvenuto meno di due anni fa, dall'Euro Steel alla nuova proprietà. Ieri mattina i lavoratori all'unanimità hanno accettato l'accordo; da lunedì alcuni saranno già in cassa integrazione, altri continueranno a lavorare fino alla conclusione delle commesse e alla chiusura dell'azienda che avverrà tra 12 mesi. Nel frattempo rimane aperta l'eventualità che si faccia avanti un'azienda, sia estera o italiana, interessata all'attività in chiusura, anche se al momento non ci sarebbe alcun candidato. Confermato il destino degli stabilimenti polacchi della Beta Steel, dove i piani di ridimensionamento prevedono il passaggio da 80 a 15 unità.
Er. Be.