Alenia ritira la cassa integrazione a Tessera. Se ne riparlerà a fine aprile dopo la presentazione del piano per le ex Aeronavali
Alenia ritira la cassa integrazione a Tessera. Se ne riparlerà a fine aprile dopo la presentazione del piano per le ex Aeronavali
Alenia Aeronautica del gruppo Finmeccanica, ha garantito che non scatterà la prevista procedura di ricorso alla cassa integrazione ordinaria che doveva interessare un massimo di 246 lavoratori delle ex officine Aeronavali di Tessera cassa integrazione ordinaria, dei quali 130 occupati nella produzione e 116 impiegati nell'amministrazione.
La decisione è stata confermata ieri nell'incontro con i sindacati di categoria dei metalmeccanici e il coordinamento dei delegati di tutti gli stabilimenti italiani di Alenia Aeronautica.
Del possibile utilizzo della cassa integrazione - per saturazione delle commesse di lavoro per la trasformazione di aerei passeggeri in cargo commerciali - se ne tornerà a parlare entro fine aprile e, come prevede l'accordo siglato ieri a Roma dalle organizzazioni sindacali e dall'azienda, solo dopo che Alenia, il prossimo 20 aprile, presenterà il suo piano per una «nuova missione» capace di rilanciare le ex Aeronavali e garantire gli attuali livelli occupazionali.
Nel frattempo si utilizzeranno le ferie arretrate e «trasferte concordate» in altri stabilimenti del gruppo, per affrontare la progressiva «saturazione» del tradizionale lavoro di trasformazione degli aerei commerciali che sempre ha fatto Aronavali. Nel corso dell'incontro di ieri è stato anche confermato per Tessera il passaggio dei previsti lavoratori ad Agusta Westland (192) e Superjet International (180), le due società che fanno capo a Finmeccanica. Agusta monterà a Tessera gli elicotteri da trasporto militare NH90 e Superjet commercializzerà il nuovo jet regionale Sukhoi-Alenia e addestrerà i piloti, sempre a Tessera.
Positivo il commento di Michele Zannocco, segretario regionale della Fim-Cisl del Veneto, per il quale «l'accordo siglato ieri conferma la validità di quello firmato nel 2008 per il passaggio di una parte di lavoratori in Agusta Westland e Supejet, evita inoltre il programmato ricorso alla cassa integrazione ordinaria e consente di avere più tempo per definire la nuova missione produttiva delle ex Aeronavali».