Alenia, l’assemblea si fa sotto la pioggia L’azienda nega l’accesso alle istituzioni. Comune e Provincia: «Non si tratta così il territorio e chi lo rappresenta» la polemica «Agusta e Superjet basta inganni»
Oltre ad Alenia ieri sono state chiamate in causa anche Agusta e Superjet, le altre due società di Finmeccanica presenti a Tessera. ''Il futuro impegno industriale nel settore aeronautico deve avere garanzie e impegni concreti anche a Tessera – ha detto il segretario nazionale della Fim -Cisl, Marco Bentivogli - non accetteremo piu' impegni e promesse fatte da Alenia per conto terzi. Vogliamo sapere cosa faranno a Tessera e quando sia Agusta che Superjet che devono sgombrare il campo da progetti fumosi con cui per troppi anni sono stati ingannati i lavoratori veneziani''.
di Marta Artico Tanta rabbia, ieri mattina, all’assemblea aperta alle istituzioni locali che i lavoratori dell’Alenia di Tessera (ex Aeronavali) hanno dovuto tenere fuori dei cancelli dell’azienda, sotto la pioggia. Alenia, infatti, ha sbattuto la porta in faccia ai rappresentanti delle istituzioni che ieri mattina volevano esprimere il loro appoggio ai lavoratori in lotta contro il piano “imposto” dall’azienda del gruppo Finmeccanica che ha deciso di chiudere le attività a Tessera, dove sono occupati circa 400 suoi dipendenti diretti. Così l’assemblea si è svolta nel grande piazzale della portineria, a due passi dalla statale Triestina. I sindacati avevano presentato, inutilmente, una richiesta formale per poter tenere l’assemblea nella grande sala mensa interna. Malgrado la pioggia che non ha mai smesso di cadere, lavoratori, sindacalisti e amministratori pubblici hanno parlato sotto gli ombrelli e un gazebo. Sono così intervenuti Michele Zanocco, (Fim-CIsl), Diego Panisson (Uilm) Luca Trevisan (Fiom.Cgil), i segretari generali Lino Gottardello (Cisl) e Roberto Montagner (Cgil), la presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto, l’assessore provinciale Paolino d’Anna e l’assessore comunale Antonio Paruzzolo. “Tenerci qui fuori dei cancelli non è corretto _ ha tuonato l’assessore comunale, intervenuto a nome del sindaco Orsoni _ perchè è la chiara dimostrazione che le politiche dell’azienda considerano questo territorio residuale e di serie B. Non siamo, infatti, in presenza di una azienda produttiva in difficoltà, ma che ha creato valore aggiunto e che dunque non c’è ragione di chiudere”. “Non mi spaventa tanto il fatto di ritrovarmi qui fuori sotto la pioggia_ ha detto a sua volta la presidente Zacariotto _ quanto il mancato riconoscimento e rispetto che questa azienda ha verso le istituzioni e i lavoratori che affrontano una situazione difficile e dal futuro incerto. La nostra provincia ha già perso 13 mila posti di lavoro e ha un tasso di disoccupazione è del 10 %”. La presidente della Provincia ha quindi proposto “un’azione unitaria tra politica, istituzioni, associazioni imprenditoriali e sindacati dei lavoratori per portare il caso dell’ALenia di Tessera industriali, lavoratori, sindacati perché si faccia sentire alla nazione il dramma della provincia di Venezia: dobbiamo cambiare strategia, ci vuole un fronte comune e una battaglia di tutto ill Veneto in nome dello sviluppo del polo areonautico di Tessera”. “Non è più sufficiente la solidarietà _ ha rilanciato Montagner _ dobbiamo avere la forza di indignarci e mettere assieme tutte le vertenze in un’unica vertenza territoriale”. Proposta accolta dall’assessore D’Anna che ha rilanciato: “creiamo una lobby territoriale e mettere in piedi una piattaforma locale con gli industriali”. Dal canto suo Alenia non ha voluto rilasciare dichiarazioni, nè spiegare perchè ha rifiutato l’autorizzazione a tenere l’assemblea nei locali aziendali.