Alenia: chiude Tessera, salvi gli operai Lavoratori assorbiti da Agusta e Superjet
MESTRE — Tessera tira un sospiro di sollievo, proprio quando tutto sembrava perduto. Dopo due mesi di estenuanti trattative, l'intervento dei parlamentari veneziani, la dura presa di posizione delle istituzioni locali, Alenia chiude davvero, ma lo fa progressivamente, salvando praticamente tutti i posti di lavoro. Certo, ci sarà un periodo di cassaintegrazione per tutti i dipendenti, ma alla fine del piano varato dall'azienda saranno soltanto 22 i dipendenti che dovranno restare a casa, tutti accompagnati sul dolce scivolo della prepensionamento. L'accordo è stato trovato a tarda notte lunedì, ed è stato ratificato ieri mattina a Roma, con frizioni tra organizzazioni sindacali e azienda e una rottura che a un certo punto pareva inevitabile. A livello nazionale i posti di lavoro in meno nei vari stabilimenti saranno 747 (erano 1.118 prima dell'accordo), con una cassa integrazione di tre anni, avviata da gennaio 2012 a dicembre 2014, adesso saranno stabilizzati anche i precari.
Per Tessera rispetto al piano originario cambia molto, e il salvataggio è dovuto ai sacrifici di Finmeccanica: è vero che il sito produttivo targato Alenia Aeronautica chiuderà, ma i sindacati hanno ottenuto le garanzie che volevano per i 345 lavoratori rimasti, che rischiavano di rimanere con la sola mobilità. Tranne 22, tutti gli altri troveranno collocazione in Agusta Westland e in Superjet, le due aziende controllate da Finmeccanica (la prima direttamente, la seconda con una joint venture italo- russa). Gli impegni sono scritti e vincolanti, e non «fumosi» come le organizzazioni sindacali avevano definito i programmi del piano presentato a settembre. Da gennaio, tolti quelli che continueranno a lavorare in trasferta negli altri siti produttivi Alenia (principalmente in Campania), partirà la cassa integrazione, tra il 2012 e il 2014 però, progressivamente, verranno riassorbiti. Agusta, che secondo il piano diventerà un polo elicotteristico legato agli Nh90 dove oltre alla costruzione ci saranno manutenzione, logistica e customer support, ne assumerà 170 oltre ai 20 già previsti entro il 2012. Superjet invece al centinaio attuali, aggiungerà 15 entro l'anno e 125 tra gennaio 2012 e dicembre 2014. Oltre a questo, Alenia continuerà a produrre fino al completamento del piano gli impianti Awacs, una sistema di controllo per aerei. «Non è l'accordo che volevamo ma è il migliore possibile — ha commentato soddisfatto Michele Zanocco della Fim Cisl — con i rischi che c'erano abbiamo salvato il maggior numero di posti di lavoro cercando di ridurre l'impatto della cassaintegrazione».
Di fatto, tra una cosa e l'altra, non dovrebbero essere mai più di cinquanta contemporaneamente i dipendenti in Cassa integrazione. Soddisfatte anche Alenia e Finmeccanica: «L'intesa — ha spiegato invece l'ad di Alenia Giuseppe Giordo — conferma la valenza del progetto industriale portato dall'azienda sul tavolo della trattativa e l'importanza degli investimenti programmati a fronte del sacrificio richiesto. L'intesa è frutto di un costruttivo confronto con tutte le parti e le istituzioni locali». E proprio le istituzioni locali sono state «il motore» dell'accordo: Comune, Provincia e Regione hanno infatti più volte manifestato con i sindacati anche fuori dai cancelli dello stabilimento di Tessera preoccupati per il futuro dei lavoratori. Così come i parlamentari veneziani hanno chiesto un intervento chiaro a favore di Venezia al governo.
Andrea Saule