Alcoa, slitta la cassa integrazione. Blocchi al Petrolchimico, martedì assemblea generale

Alcoa, slitta la cassa integrazione. Blocchi al Petrolchimico, martedì assemblea generale
Ancora una attesa snervante per i lavoratori delle grandi industrie in crisi di Porto Marghera.
A Fusina questa mattina è in programma l'assemblea generale dei lavoratori dell'Alcoa che ha congelato fino a lunedì prossimo - data dell'ennesimo vertice convocato al ministero dello Sviluppo - l'avvio della cassa integrazione che potrebbe segnare la fermata definitiva dell'impianto dell'alluminio Primario che occupa 114 dipendenti. Martedì 9 febbraio tocca al Petrolchimico dove è convocata una assemblea generale dei lavoratori di tutte le società del polo chimico, a cominciare dai dipendenti della Vinyls in amministrazione controllata, dai cassintegrati della Montefibre e i dipendenti di Polimeri, della raffineria Eni e di Nuova Pansac.
Attesa all'Alcoa. Nessuna notizia da Pittsburg negli Usa, sede centrale della multinazionale Alcoa. Ore di attesa per gli operai, con tensione altissima in particolare negli stabilimenti della Sardegna, dove oggi è in programma uno sciopero generale.
L'azienda non ha ancora chiarito se intende o meno accettare le proposte del Governo italiano che ridurrebbero gli alti costi dell'energia senza incorrere in una nuova condanna e multa della Commissione Europa. La commissaria europea Neelie Kroes, ha spiegato che Bruxelles «sta studiando il nuovo decreto legge sull'energia prospettato dall'Italia per verificarne al più presto la compatibilità con le regole comunitarie sulla libera concorrenza. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm, in una nota stampa, sottolineano «l'arroganza della multinazionale che, nonostante garanzie e provvedimenti ulteriori sul piano energetico che il Governo ha messo in atto, non ha accettato di garantire l'attività produttiva e si è anzi riservata la chiusura». «L'unica certezza - sostengono i sindacati - è che il prossimo 8 febbraio Alcoa dovrà definitivamente sciogliere ogni riserva e decidere se intende abbandonare l'Italia o continuare la produzione. Altrimenti si dovrà arrivare al commissariamento degli impianti e a una gestione straordinaria, per garantire l'afflusso di materie prime e la continuità produttiva».
Chimica in agonia. Ennesimo sciopero con blocco della portineria 9 del Petrolchimico e volantinaggio in via Padana, ieri mattina a Marghera. A protestare in prima fila, ancora una volta, c'erano i dipendenti della Vinyls in amministrazione straordinaria da oltre sei mesi e ora di nuovo a rischio di fallimento. L'arrivo della lettera che comunica il prolungamento della cassa integrazione a due terzi dei dipendenti dell'ex Ineos rilevata da Fiorenzo Sartor, ha fatto riesplodere la rabbia dei lavoratori contro i tre commissari straordinari (Pizzigati, Simeone, Appeddu) che non hanno riavviato la produzione e hanno prolungato la cassa integrazione fino a fine mese senza dare spiegazioni ai sindacati e nemmeno al Prefetto. Tant'è che anche il segretario nazionale dei chimici della Cgil, Morselli, chiede la nomina di un «unico commissario che riavvii gli impianti».
Gianni Favarato

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