Alcoa, si organizza la protesta

Fusina. Alcoa, la protesta si organizza. Domani alle 14 si terrà l'assemblea dei lavoratori della fabbrica di Fusina, preceduta dalla riunione delle Rsu al mattino. L'iniziativa, che si annuncia ad alta tensione, porterà alla scelta delle forme di protesta contro l'azienda che ha deciso di chiudere gli stabilimenti dell'alluminio primario di Fusina (114 lavoratori, erano 140 prima dei pensionamenti di fine 2009) e di Portovesme in Sardegna (600 addetti). Alcoa sostiene però che il laminatoio di Fusina (280 lavoratori) non corre rischi. Sotto questo punto di vista la sorte dei lavoratori veneziani sembra meno grave di quella dei loro colleghi sardi. Varie le iniziative di protesta ipotizzate: una serie continuativa di scioperi lampo (mezz'ora) per rallentare, ma non bloccare, le produzioni; manifestazioni in importanti arterie stradali o a Venezia, la città sotto i riflettori di tutto il mondo. Al momento pare scongiurata l'ipotesi di occupazione della fabbrica, almeno per i 10 giorni (scadranno il 18 gennaio) in cui l'azienda ha deciso di congelare le chiusure, per lasciare aperta la porta ad eventuali salvataggi in extremis. Ma le prospettive non sono rosee. Venerdì scorso, infatti, sono state aperte le procedure per le casse integrazioni dei lavoratori del primario, un'azione criticata duramente dal sindacato. Inoltre, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm accusano Alcoa di volersene andare dal nostro Paese, utilizzando strumentalmente la questione dei costi dell'energia elettrica. La crisi è scoppiata il 26 novembre quando la Commissione europea ha dichiarato illegittime le tariffe speciali dell'energia concesse per legge alle attività produttive energivore. Alcoa Italia ha anche ricevuto una multa di 270 milioni dall'Unione europea. Nell'incontro di giovedì al ministero però sono state proposte all'azienda alcune misure per arrivare ad un prezzo dell'energia tra i 28 e i 32 euro al kw orario, in pieno allineamento con le tariffe europee. Eppure Alcoa ha deciso di chiudere egualmente perché teme che le tariffe agevolate durino solo alcuni mesi e non almeno tre anni. Al prezzo corrente dell'energia l'azienda dichiara di perdere dai 5 agli 8 milioni ogni mese.
(Michele Bugliari)

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