Alcoa minimizza: «La sentenza? Atto dovuto». Agevolazioni energetiche da restituire, il sindacato chiede garanzie

Alcoa minimizza: «La sentenza? Atto dovuto». Agevolazioni energetiche da restituire, il sindacato chiede garanzie
«Niente di nuovo, la sentenza era un atto dovuto». E' la laconica risposta data ieri dal direttore «protempore» dell'Alcoa di Fusina ai delegati sindacali dei lavoratori, preoccupati per la conferma della sentenza della Corte di Giustizia Europea che condanna Alcoa a restituire i quasi 300 milioni di euro di agevolazioni energetiche «illecite» avute dal Governo nel triennio 2006-2009. I rappresentanti dei lavoratori hanno dovuto accontentarsi di parlare con il dirigente che momentaneamente fa le funzioni di direttore, in attesa del sostituto di Celso Soares, trasferito da una decina di giorni in un'altra sede.
Le rassicurazioni dell'azienda non hanno però tranquillizzato i delegati della Rsu aziendale che ora temono conseguenze negative anche per il laminatoio, l'unico impianto rimasto all'Alcoa dopo la chiusura, l'anno scorso, del reparto Primario, proprio a causa delle alte tariffe energetiche pagate dalla multinazionale nei suoi due stabilimenti italiani, a Fusina (ormai ridotto ai minimi termini) e in Sardegna (il grande Primario di Porto Torres). L'anno scorso Alcoa aveva detto chiaro e tondo che avrebbe abbandonato l'Italia senza una riduzione delle tariffe elettriche. Una minaccia che sortì un nuovo decreto del Governo, stavolta «in linea con le direttive europee», che garantisce una sorta di sconto sugli alti costi di «vettoriamento» dell'energia elettrica. Il problema è che la sentenza definitiva della Corte Europea chiede ad Alcoa di restituire i quasi 300 milioni di «illeciti aiuti di Stato» avuti tra il 2006 e il 2009. Una cifra che Alcoa-Italia che ha già detto di «non poter pagare», minacciando di abbandonare per sempre le sue attività in Italia. Per settembre prossimo gli ordini di lavoro a Fusina sono in diminuzione e i turn idi lavoro sono stati ridotti. «Le preoccupazioni dei lavoratori restano - dice Luca Trevisan, segretario della Fiom-Cgil - Non accetteremo che una grande multinazionale come Alcoa usi l'alibi della sentenza della Corte Europea per non rispettare gli impegni sottoscritti l'anno corso che prevedono un investimento di 25 milioni di euro per potenziare il laminatoio di Fusina». (g.fav.)

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