Alcoa, garanzie per 6 mesi.
FUSINA. Ancora un rinvio della decisione di Alcoa di restare o lasciare l'Italia. Rincio di 6 mesi e con la garanzia «certa» della continuità produttiva almeno fino alla prossima estate per lo stabilimento di Portovesme, non per quello di Fusina. È questa la proposta fatta e verbalizzata ieri sera dal sottosegretario Letta in apertura dell'incontro, a Palazzo Chigi, all'amministratore delegato di Alcoa, Giuseppe Toia, e ai sindacati dei lavoratori. Durante i prossimi sei mesi si dovrebbe concludere sia l'iter di approvazione del decreto legge sull'energia, sia arrivare il «verdetto» della Commissione Europea sulla legittimità degli «sconti» sulle tariffe elettriche pagate dalla multinazionale, concessi dal Governo italiano con un apposito decreto già convertito in legge al Senato, per «trovare una soluzione definititiva». Ma per la fonderia (Primario) di Fusina - esclusa dai benefici del decreto legge sulle tariffe elettriche che riguarda solo la Sardegna - la multinazionale ha detto nei giorni scorsi negli incontri informali avuti con i sindacati nazionali di categorie e confederali che in «prospettiva» è «inevitabile» la chiusura, ipotizzando addirittura che dei circa 150 lavoratori della fonderia 50 sarebbero reimpiegati in attività di bonifiche, 50 riassorbiti da imprese del «sistema» e per altri 50 avviati al prepensionamento. L'incontro, iniziato alle ore 20, si è chiuso intorno alle 22 con la stesura di un verbale che prende atto dei «sei mesi di garanzia produttiva» prospettati ad Alcoa e, di fatto, accettati dall'amministratore delegato Toia, che si è limitato ad osservare che «di fronte ad una situazione così complessa non ci sono molti casi in cui si è operato con un impegno così forte per trovare una soluzione: questo testimonia che non vogliamo lasciare l'Italia». I sindacati, a loro volta, hanno insistito affinché nei sei mesi di «transizione» non venga utilizzata la cassa integrazione e si mettano a punto i «necessari piani di investimento» per garantire il futuro a tutti e due gli stabilimenti, sia in Sardegna che in Veneto.
(g.fav.)