Al convegno "Il ruolo della donna nello sviluppo socio-economico" le immigrate hanno sventolato il tricolore. Italia-Senegal, proficuo esempio d'integrazione
Lunedì 1 Novembre 2010, Vicenza - Le donne senegalesi vogliono il tricolore. L'insolita richiesta è stata avanzata ieri, al Teatro Comunale di Vicenza, in occasione del convegno "Il ruolo della donna nello sviluppo socio-economico", organizzato dalla Federazione vicentina e triveneta delle donne senegalesi, in collaborazione con la Uil ed il comune di Vicenza. E prontamente l'assessore comunale alla Pace ed alla famiglia Giovanni Giuliari ha estratto il tricolore che viene donato ai neosposi e l'ha donato alla presidente della Federazione vicentina, Aminata Colle Diallo. «Nel Vicentino sono circa 2500 i senegalesi presenti - spiegano Antonio Bertacco, segretario regionale Uilcm e Paolo Pirani, segretario confederale Uil nazionale - e di questi circa un terzo sono donne. Si tratta di una comunità unita, fatta di persone oneste e lavoratrici, che hanno cresciuto i figli nel nostro Paese, condividendo le nostre tradizioni e cercando l'integrazione».
Nel dibattito è stato anche discusso il pacchetto da 24 milioni di euro che finanzia progetti di rimpatrio di ex-lavoratori che avvieranno nel Paese nativo attività imprenditoriali con le competenze acquisite in Italia. «Il programma 'Plasepri' rappresenta un'ottima opportunità per noi - aggiunge Diakite Souleymane, delegato Uil per la concia e presidente dell'Associazione senegalese dell'Ovest Vicentino - ma finora ne hanno usufruito poche persone, soprattutto per la necessità di apportare delle migliorie burocratiche legate al mantenimento del permesso di soggiorno quando si è fuori dall'Italia».
Conoscenza della lingua e formazione sono i principali ostacoli per le donne senegalesi. «Più dei tre quarti di noi - sottolinea Aminata Colle Diallo - vorrebbe lavorare, ma si scontra con l'ignoranza della lingua italiana e con la scarsa formazione professionale. Vicenza è una città aperta, ma serve una maggiore collaborazione tra le istituzioni e le associazioni di immigrati, per creare percorsi di crescita che garantiscono l'inserimento e al contempo debellino tante, anzi troppe paure». Entusiasta l'assessore provinciale al Lavoro Morena Martini: «Dobbiamo imparare da questo popolo intraprendente, che vuole crescere e promuovere il made in Italy; che vuole inserirsi lavorando nel e per il territorio».
Wassour Sadji, presidente della Federazione associazioni senegalesi del Triveneto, conclude: «Sogniamo una scuola italo-senegalese, per garantire un futuro anche ai nostri figli che decideranno di rientrare in Senegal».
Matteo Crestani