Aiuti in cambio di lavoro riparte il fondo anti-crisi Scuola, oggi la protesta. La Provincia rilancia

BELLUNO - Fondo di solidarietà provinciale, si riparte. Quello di otto mesi fa, fonte di polemiche con i sindacati per il criterio del «prevalentemente italiani», è esaurito; ora Palazzo Piloni pensa a uno strumento diverso. «Questa settimana - spiega il presidente Gianpaolo Bottacin - dovremmo reperire le risorse necessarie, più ingenti di quelle destinate al fondo ora "prosciugato" (250mila euro). Del tutto differenti i criteri di assegnazione. Le risorse non saranno destinate "una tantum" a persone in difficoltà, ma a chi si renderà disponibile per lavori socialmente utili». Attività individuate dagli enti pubblici. «Non solo - continua Bottacin -: intendiamo incontrare industriali, artigiani e sindacati». Si riparte, cioè, con l'idea di un possibile accordo con categorie e parti sociali.
Intanto sul fronte sindacale oggi alle 11 davanti all'Ufficio scolastico provinciale si terrà l'assemblea del personale della scuola, promosso da tutti i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) contro i tagli dell'organico e delle risorse. «Insostenibili in una provincia come la nostra». Tra gli effetti, aumento delle pluriclassi, l'aumento del numero degli alunni per classe e la riduzione del tempo pieno.
Ieri, infine, a Palazzo Piloni si è tenuto il tavolo strategico delle categorie. «È emerso - spiega il leader Cgil, Renato Bressan - che alcuni servizi di trasporto pubblico (scuolabus, per esempio), ora gestiti da Dolomitibus, devono essere riassegnati con bando pubblico. I sindacati sono preoccupati: una gara al ribasso sui costi non sempre va d'accordo con la qualità del servizio».

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