Agricoltori: «Cgil dica i nomi A Padova nessuna Rosarno»
Agricoltori: «Cgil dica i nomi A Padova nessuna Rosarno»
«Immigrati trattati come schiavi nei campi? Fuori i nomi». Le associazioni di categoria degli agricoltori padovani invitano a denunciare apertamente i casi di sfruttamento di manodopera straniera, ma respingono al mittente le accuse di una «Rosarno padovana» nelle nostre campagne. Le dichiarazioni di Alessandra Stivali, responsabile del dipartimento immigrazione della Cgil di Padova, sulle condizioni dei lavoratori extracomunitari, «sfruttati e sottopagati» nelle aziende padovane hanno fatto rumore. La sindacalista riferisce di immigrati costretti a lavorare in nero per pochi euro, in condizioni precarie e sotto la minaccia dei titolari. I rappresentanti di Coldiretti Padova, Cia e Confagricoltura rispondono ad una sola voce invitando a denunciare le «mele marce». «Oltretutto - affermano in una nota le tre organizzazioni agricole padovane - negli ultimi quattro anni proprio le nostre imprese hanno assunto il 30% in più di forza lavoro, con molti contratti a tempo indeterminato. Per noi gli immigrati sono una risorsa». Dello stesso tenore il vice presidente della Regione, Franco Manzato: «Se la Cgil è a conoscenza di reati li denunci, sarò al loro fianco, ma lasciamo da parte le accuse basate su presunzioni ideologiche: sono solo calunnie».