«Ad Infracom serve un partner industriale»

«Ad Infracom serve un partner industriale»
Antonello: «Disposti a collaborare ma con tavolo concertativo e i nuovi soci senza problemi finanziari»

«Infracom sta cercando un partner industriale, e noi come sindacato abbiamo dato la nostra disponibilità a fare un percorso con l'azienda ma in cambio abbiamo chiesto due cose: un tavolo concertativo con la società e che i soci si assumano le loro responsabilità imprenditoriali senza scaricare su Infracom eventuali debiti contratti per l'acquisto». Sono le parole di Gaetano Antonello, segretario regionale Fit-cisl, che così riassume l'incontro avuto nei giorni scorsi con i vertici di Infracom, il neo amministratore delegato Massimo Lippi e il presidente Roberto Reboni.
Il confronto era stato chiesto dalla Fit cisl per fare il punto sullo stato dell'arte della società controllata al 67% da Infragruppo, collegata di Serenissima, in seguito anche alle notizie di cessione della quota di controllo della stessa Infragruppo. Nei giorni scorsi sul tavolo dei vertici di Infragruppo, in cui Autostrada Bs-Pd detiene il 49%, sono arrivate tre dimostrazioni di interesse da parte di operatori del settore delle telecomunicazioni (uno italiano e due stranieri). Ora si attende che questi interessi diventino offerte di acquisto con tanto di cifra proposta. «Le difficoltà di Infracom sono soprattutto finanziarie», continua Antonello, «e questo è dovuto soprattutto al fatto che i soci hanno fatto delle pressioni per fare acquisizioni che non rispondevano sempre a necessità industriali, questo non deve ripetersi».
In attesa di conoscere se e quando e soprattutto chi sarà la società che deciderà di investire in Infracom, i sindacati si sono mossi per fugare ogni timore in merito al futuro occupazionale dei 1.600 dipendenti di Infracom (1.200 in Veneto e 400 in Lombardia). «Su questo punto», spiega Antonello, «abbiamo ricevuto da Lippi e Reboni una forte e decisa assicurazione che non ci sono pericoli per i livelli occupazionali, anche se non escludono alcuni sacrifici in seguito ad eventuali fusioni e razionalizzazioni».
Nell'incontro, inoltre, i vertici di Infracom hanno confermato ai rappresentanti di Fit cisl il buon andamento industriale di Infracom, che dovrebbe andare a chiudere il 2009 con un Mol (margine operativo lordo) di circa 40-45 milioni di euro. Mentre sul versante finanziario, sottolineato come «vero problema di Infracom», gli accordi con le banche dovrebbero chiudersi entro il 15 dicembre prossimo.
Intanto la riorganizzazione del gruppo Infracom continua. «Ci hanno detto», continua Antonello, «che la semplificazione societaria sta continuando e dovrà contare poi due divisioni: Infracom Italia, che dovrebbe assorbire tutti i servizi alle società pubbliche e private e Infracom It comprenderà i contenuti del settore telecomunicazioni, dalle fibre ottiche allo sviluppo dell'Information Technology».
P.D.B.

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