Acqua minerale in cambio di lavoro

Venerdì 26 Febbraio 2010, Scorzè - La settimana scorsa è stato siglato un protocollo d'intesa fra la San Pellegrino Spa e i sindacati Fai, Flai e Uila. Il presidente e amministratore delegato Stefano Agostini, spiega in cosa si sostanzia.
«Nella valorizzazione globale del settore, così importante per l'economia italiana. Faremo investimenti in ricerca e tecnologie produttive in tutta la filiera, per ridurre l'impatto ambientale e mantenere stabili i prezzi. Faremo imballi più leggeri e incentiveremo il trasporto su rotaia, introdurremo le energie rinnovabili, educheremo i consumatori al recupero del pet e all'importanza dell'acqua minerale rispetto a quella del rubinetto. Valorizzeremo il lavoro, per qualità e numeri».
Un anno fa qui aleggiava lo spettro dei licenziamenti...
«La crisi del 2008-2009 ha coinvolto tutti i comparti e per noi in particolare lo scenario si è aggravato con il dibattito sul confronto con l'acqua del rubinetto».
Vi sentite minacciati dall'acqua del rubinetto?
«No. Nessuna minaccia né lotta, ma non accettiamo che venga paragonata all'acqua minerale e ci infastidisce che certe istituzioni da una parte ci chiedano di investire nel territorio per garantire occupazione e dall'altra si adoperino con le multiutility per altri interessi».
Torniamo al lavoro. Un anno fa lo spauracchio dei licenziamenti.
«San Giorgio è fra gli stabilimenti più importanti del gruppo, dove il livello di competitività è estremo. Il prodotto Vera si rivolge alle famiglie, che sono state le prime a ridurre i consumi. A fronte di ciò abbiamo attuato un piano di ristrutturazione che si è concluso con 15 prepensionamenti volontari».
Quindi emergenza rientrata?
«Sì, per due aspetti: perché abbiamo raggiunto buoni livelli produttivi e perché con gli investimenti sul marchio avremo volumi in recupero. Sono segnali positivi, malgrado il panorama dei consumi non sia confortante. Però, senza grandi euforie, Vera tiene».
E la Srl del Comune per i trasporti e la logistica?
«Non abbiamo firmato alcun accordo. Sono in corso colloqui in queste ore fra i nostri interlocutori logistici sul territorio e cerchiamo di lavorare con quelli che ci garantiscono il miglior servizio al costo più competitivo. Siamo aperti a discutere la proposta del sindaco ma non vogliamo condizionamenti, perché siamo nel libero mercato».
Voi prelevate acqua, una risorsa vitale. Cosa date in cambio al territorio?
«Occupazione e indotto. Inoltre paghiamo due tasse: il contributo per finanziare la raccolta delle plastiche e versiamo 1,50 euro a metro cubo alla Regione Veneto, circa 2 milioni di euro annui. Pagare è giusto, però dovrebbe esserci un livellamento fra Regioni, per non creare distorsioni del mercato. In Lombardia paghiamo 0,54 euro/mc».
San Giorgio in Bosco deve guardare con ottimismo ad Acqua Vera?
«Siamo per garantire i livelli occupazionali attuali, per migliorare la sicurezza negli ambienti di lavoro e per formare il personale. Se si cresce, anche il paese seguirà questa crescita».

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