AUMENTI. L'Adiconsum: «Una quarantina le segnalazioni dei clienti». «Iva, il cappuccino vola a 1,50 euro»
AUMENTI. L'Adiconsum: «Una quarantina le segnalazioni dei clienti». «Iva, il cappuccino vola a 1,50 euro»
Venerdì 23 Settembre 2011, Padova - Ne arrivano a decine e sembrano destinate a non fermarsi: sono le segnalazioni di aumento di prezzi che, a partire da lunedì scorso, stanno arrivando agli uffici delle associazioni di consumatori, in particolare ad Adiconsum. Le più eclatanti riguardano le autostrade, già nell'occhio del ciclone ad inizio settimana: «Fanno arrotondamenti per eccesso - dice Roberto Nardo, segretario provinciale di Adiconsum - Ad esempio, sulla tratta Padova - Monselice si è aumentato il pedaggio di oltre il 10%: fino al 16 settembre si pagava 1 euro, adesso si è arrivati già ad 1.10, anziché a 1.01 come dovrebbe essere. Altrettanto succede sulla tratta Padova-Grisignano, e il bello è che se ne accorgono solo quelli che non hanno il telepass. Per quelli che usufruiscono del servizio bancario a fine mese ci sarà una bella sorpresa. Intanto continuano a pervenire al nostro ufficio le telefonate della gente sempre più arrabbiata». Ma a crescere non è solo il pedaggio autostradale: a quanto pare anche il cappuccino, uno dei rituali quotidiani più irrinunciabili per gli italiani, è passato da 1.30 ad 1.40 se non, addirittura, ad 1.50. «Sembra incredibile eppure è vero - prosegue Nardo - I consumatori ci chiamano allarmati perché, da un giorno all'altro, fare colazione al bar costa decisamente di più. E raccontano che i baristi si giustificano adducendo il pretesto dell'aumento dell'Iva. Finora sono state circa una cinquantina le telefonate per l'aumento dei pedaggi e una quarantina quelle relative alla ristorazione». Le associazioni sono sul piede di guerra, ma si dicono anche molto preoccupate per il futuro dei commercianti: «Attualmente stiamo vagliando il livello a cui il fenomeno è arrivato, ma siamo decisi a fare segnalazioni a tutto campo alle autorità competenti. Se dovessero essere convalidate le nostre denunce, per molti esercenti si tratterebbe di assumersi le responsabilità di un comportamento commercialmente scorretto, e pagare multe da decine di migliaia di euro, mettendo in crisi un'attività commerciale già appesantita dalle difficoltà del momento. Sinceramente siamo allarmati dalla situazione: se continua così a rimetterci non saranno solo i consumatori, ma anche gli stessi esercenti, che non devono approfittare dell'occasione per fare cassa e mettere una pezza ai mancati guadagni degli ultimi anni».