ASSOCIAZIONI CONSUMATORI. Rimborso Iva sulla Tia «Pronti a pignorare» Giudici di pace e commissioni tributarie danno ragione agli utenti. Ma Veritas attende disposizioni dal governo e non paga L’avvocato: «Solo questione di tempo»

Rimborso dell’Iva pagata sulla Tia: aumenta la rabbia dei consumatori e delle associazioni che si propongono di tutelarne i diritti. Corte costituzionale (sentenza del luglio 2009), numerosi giudici di pace (l’ultimo, nei giorni scorsi, quello di Genova) e commissioni tributarie provinciali (Siena) sono sempre più spesso concordi: i cittadini che hanno indebitamente pagato l’Iva sulla Tia, la tariffa d’igiene ambientale, devono essere rimborsati. Ma «i diritti non sono tali se, una volta riconosciuti, non sono esigibili dal cittadino» osserva Valter Rigobon (Adiconsum). E così è, almeno al momento. «Anche noi abbiamo in cassetto alcune sentenze favorevoli risultato di alcune cause-pilota che abbiamo avviato - spiega – Ma di qui a ottenere il risarcimento ce ne corre. Dovremmo affrontare altre cause, stiamo valutando, assieme ai nostri legali, anche la possibilità di chiedere dei pignoramenti per ottenere il diritto al risarcimento» di fronte a chi non paga. Stiamo parlando di poche decine di euro a cittadino. Moltiplicandole per il numero di bollette, però, si arriverebbe a una somma tale da essere insostenibile per le casse di Veritas. L’azienda finora si è ben guardata dal mettere mano al portafogli. E, come ribadito più volte, resta in attesa di eventuali indicazioni diverse da parte del Ministero dell’Economia. I cittadini possono dormire sonni “tranquilli”: in un momento come questo, in cui si discute sulla ricetta per salvare il Paese, la questione dell’Iva sulla Tia non può essere certo annoverata tra le priorità del dicastero guidato da Giulio Tremonti. Le associazioni dei consumatori, comunque, invitano gli utenti a proseguire sulla strada della rivendicazione del diritto al rimborso. «Noi consigliamo quanto meno di inviare una lettera di contestazione a Veritas per interrompere i termini di prescrizione» fa sapere Giovanna Capuzzo (Federconsumatori). Ancora più fiducioso l’avvocato Enrico Cornelio che, dopo aver ottenuto dal giudice dei decreti ingiuntivi, sta seguendo in appello alcuni clienti che non hanno accettato il rifiuto di Veritas. «La giurisprudenza è ormai consolidata» afferma il legale. Come dire: sarà solo questione di tempo. Alla fine, per l’avvocato, Veritas dovrà pagare quanto dovuto e anche gli arretrati. Massimo Scattolin

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