AMMORTIZZATORI. Domanda alla Regione

Dote di sei mesi per chi ha lavorato altrettanto tempo
Sostegno al reddito e formazione ma destinata solo ai residenti

Chi rimane disoccupato, a seguito di contratti a progetto o collaborazione di almeno sei mesi, avrà diritto alla «dote di lavoro»: un sostegno al reddito per sei mesi. La domanda va inoltrata alla Regione Veneto, www.regione.veneto.it, ma per accedere alla dote, che prevede anche servizi personalizzati per la ricollocazione del lavoratore, servono alcuni requisiti, tra i quali essere residenti in Veneto, aver cessato il rapporto di collaborazione da almeno 60 giorni; l'ultimo rapporto di lavoro con retribuzione media mensile deve aver raggiunto almeno i 600 euro, non aver usufruito dell'ammortizzatore nel 2009. Dopo aver presentato la domanda, gli interessati potranno scegliere l'ente dove sottoscrivere il «patto di servizio», che perfeziona il diritto alla dote di lavoro.
In Veneto, i lavoratori a progetto sono 39.974, 2% del totale, a Verona sono circa 6mila. Secondo l'elaborazione del centro studi Datagiovani su dati Inps, nel 2010 ci sarebbe stato un -10,3% dei co.co.pro, -21,2% di collaboratori della pubblica amministrazione, -2,7% di amministratori e sindaci di società e -53,9% per i volontari del servizio civile, a causa del taglio dei fondi pubblici. L'unica eccezione è rappresentata da dottorandi e ricercatori: +10%. «La crisi ha bloccato le assunzioni», spiega Emiliano Galati, segretario provinciale Felsa Cisl, «per cui tante collaborazioni non si sono trasformate in contratti a tempo indeterminato e non sono nemmeno state rinnovate». Un plotone che nel complesso si riduce, ma con guadagni più alti rispetto al passato, visto che il reddito medio è aumentato del 2,9%, toccando 17mila euro. «Le aziende, impegnate a sfoltire, hanno deciso di tenere i migliori», prosegue Galati, «con compensi maggiori rispetto alla media».
Il reddito dei parasubordinati scaligeri nasconde differenze marcate tra i diversi contratti: si va dai circa 10mila euro per i co.co.pro ai 31mila dei sindaci di società, passando per i 10.500 dei collaboratori della pubblica amministrazione e i 13mila dei dottorandi. Inoltre, un collaboratore a progetto su tre nel 2010 aveva meno di 30 anni. «Anche a Verona questi contratti sono utilizzati soprattutto per i più giovani», conclude Galati, «che scontano un divario di reddito medio decisamente ampio rispetto ai più anziani, con guadagni dimezzati».M.T.

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