AMMORTIZZATORI SOCIALI. Firmato l'accordo Regione-parti sociali

Cigs in deroga, risorse in arrivo. Donazzan: «Ci sarà un finanziamento da 50 mln» La Cisl del Veneto: «Passi avanti per battere la crisi»

VENEZIA. Prosegue l'iter degli accordi tra Regione Veneto e parti sociali per mettere in modo la complessa macchina degli ammortizzatori sociali in deroga disposti come strumenti per il contenimento degli effetti della crisi nell'occupazione regionale.
È stato infatti sottoscritto l'accordo quadro sulla erogazione della Cigs in deroga e della mobilità in deroga in attuazione dei precedenti accordi del 5 febbraio e del 16 aprile 2009.
Quali sono le principali novità? La prima è che viene esplicitamente previsto che per percepire i trattamenti in deroga i lavoratori devono partecipare ai programmi di politica attiva del lavoro finalizzati alla riqualificazione professionale di chi viene licenziato o sospeso dal lavoro. L'altra novità riguarda la regolamentazione di un sussidio equivalente alla mobilità per coloro che sono stati licenziati o hanno cessato il lavoro nel 2009.
In questo caso viene precisato che i beneficiari sono i lavoratori licenziati o dimessi per giusta causa (apprendisti compresi) e coloro che hanno concluso un contratto a tempo determinato (compresi i lavoratori somministrati). Il requisito richiesto è di avere almeno 90 giorni di anzianità lavorativa in azienda ed il sussidio potrà avere una durata massima di 4 mesi.
Altri aspetti dell'accordo riguardano le regole sulla Cig in deroga (dalla durata alle modalità di pagamento) e la ripartizione delle risorse finora ottenute dal Governo. A questo proposito le parti, a fronte dei dati relativi all'utilizzo della Cigs in deroga e dei relativi costi previsti (circa 7,5 milioni di ore richieste per 13.400 lavoratori con un costo di poco inferiore ai 62 milioni di euro) hanno considerato come imminente l'esaurimento delle risorse assegnate e hanno quindi impegnato la Regione ad attivarsi nei confronti del governo per ottenere da disponibilità di fondi aggiuntivi.
«Ci sarà un finanziamento di 50 milioni di euro ai quali, come Regione del Veneto, aggiungeremo un ulteriore 30 per cento per predisporre politiche attive a favore dei lavoratori interessati», ha anticipato l'assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan. «Accordo dopo accordo - ha commentato Giulio Fortuni della Cisl del Veneto - stiamo costruendo una buona rete di protezione anticrisi».

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