AL PRONTO SOCCORSO La brutale reazione da parte di un tossicodipendente di 38 anni di Marghera. Sieropositivo aggredisce un infermiere
È stato arrestato dai carabinieri con l'aggravante della possibilità di contagio. Ieri la direttissima
Venerdì 18 Giugno 2010, Venezia - Per sottrarsi alla brutale reazione di un tossico dipendente, gli operatori in servizio l'altra sera al Pronto soccorso dell'Angelo, si sono rifugiato all'interno dell'ambulatorio ortopedico chiudendosi a chiave. Il pandemonio è scoppiato attorno alle 10.30 quando il trentottenne di Marghera, forse in preda a una crisi di astinenza, ha cominciato a dare in escandescenze fino a prendersela in particolare con uno degli infermieri aggredito selvaggiamente a calci, pugni e graffi. L'uomo è finito in manette con l'aggravante della possibilità del contagio in quanto risulta essere sieropositivo e affetto da epatite C. Ad arrestarlo poco dopo aver seminato il caos all'ospedale sono stati i carabinieri della Città Giardino: l'uomo infatti è conosciuto sia alle strutture sanitarie che dalle forze dell'ordine. Ieri mattina è stato processato per direttissima davanti al giudice monocratico di Mestre.
La sua "vittima" ora dovrà sottoporsi a una profilassi specifica in attesa di superare il periodo-finestra che scongiura l'eventuale infezione.
«Si tratta di un grave episodio che evidenzia una falla nel sistema di sorveglianza dell'Angelo. Alla luce di quanto successo - commentano dalla Fp-Uil - auspichiamo che l'azienda, già sanzionata per un fatto analogo occorso a una infermiera ancora all'Umberto I, verifichi la possibilità di un protocollo di sicurezza da attuare con la società cui è stata affidata la vigilanza armata, in maniera da adottare delle misure di deterrenza in casi di insofferenza violenta da parte di utenti problematici».