AIUTI ALL'OCCUPAZIONE. Presentata l'iniziativa con fondi europei e regionali per il reinserimento nel mondo del lavoro. Via al progetto della Provincia per i lavoratori in mobilità
AIUTI ALL'OCCUPAZIONE. Presentata l'iniziativa con fondi europei e regionali per il reinserimento nel mondo del lavoro. Via al progetto della Provincia per i lavoratori in mobilità
Oltre 400mila euro di finanziamenti: si parte con 204mila euro che coinvolgono 50 addetti dei settori scaligeri più colpiti (lapideo e legno)
Parte un aiuto a 50 lavoratori veronesi in mobilità - 25 del settore lapideo ed altrettanti di quello del legno - che riceveranno un sostegno dalla Provincia di Verona, grazie agli stanziamenti del Fondo sociale europeo (Fse), attraverso la Regione, per questo tipo di progetti.
La crisi ha colpito vari settori produttivi. Nel Veronese i più in sofferenza sono quelli del marmo, a causa della crisi edilizia e del legno, con il grande numero di aziende scaligere produttrici di cucine e arredamenti che faticano nelle vendite e nella riscossione dei crediti. Questo il motivo, fanno sapere dalla Provincia, per cui si parte con il primo dei due progetti previsti (204mila euro), rivolto ai lavoratori di questi comparti. Complessivamente, 408mila euro sono destinati alle azioni di sostegno sul nostro territorio per la riqualificazione professionale. In sostanza, il supporto psicologico e materiale si concretizzerà mediante l'accompagnamento al reinserimento sul mercato dei lavoratori espulsi dai processi produttivi. I nove progetti per tutto il Veneto presentati da Enac-Cfp, Obiettivo Lavoro e Cisl riceveranno 1,4 milioni di euro. Allo scopo, Enac-Cfp ha creato un'ampia rete con i partner più significativi presenti sul territorio, come Obiettivo lavoro, Cisl Usr Veneto e Ust Cisl Verona, Uil Feneal, Cisl Filca, Cigl Fillea provinciale, Api Industria e Api Servizi Verona, il tutto in stretta collaborazione con i Servizi provinciali per il lavoro.
Per favorire la riqualificazione professionale, la riconversione e il reinserimento occupazionale di lavoratori in mobilità, segnalati dai sindacati per situazioni di particolare difficoltà, sono previsti interventi formativi personalizzati. Ciascun beneficiario godrà di attività su misura, concordate con gli operatori e orientatori, definite Piano di azione individualizzata (Pai). Ogni piano dovrà contenere una programmazione minima di attività costituita da 63 ore frontali più un eventuale stage.
A Verona l'inserimento lavorativo è del 100% dei beneficiari di ciascun progetto, con contratto a tempo indeterminato o determinato di durata superiore a 8 mesi, o avvio di attività lavorativa in proprio. In alternativa, si garantirà a ciascun partecipante l'offerta di almeno cinque proposte di lavoro coerenti. L'indennità di frequenza garantita agli utenti che avranno partecipato ad almeno il 70% delle attività programmate sarà di 240 euro massimi, in base alle effettive ore di frequenza. Ulteriori agevolazioni sono state introdotte per i lavoratori con figli di età inferiore ai 14 anni, anziani a carico non autosufficienti, o familiari in situazione di disabilità certificata.
L'iniziativa è stata presentata ieri mattina in Provincia dal presidente Giovanni Miozzi, con l'assessore alle Politiche del lavoro, Fausto Sachetto, il direttore di Enac Veneto, Matteo Roncarà, la responsabile per il Triveneto della Formazione per le politiche attive del lavoro, Monica Andrighetto, il segretario di categoria della Cisl, Mario Ortombina, Mario Borin per Api Verona e Salvatore Meli di Fillea Cgil Verona.R.C.