A Feltre la crisi fa ancora più male.  Mobilità record nel 2010, superata Belluno. La Cgil: servono più aiuti.

A Feltre la crisi fa ancora più male.  Mobilità record nel 2010, superata Belluno. La Cgil: servono più aiuti.
Il mercato resta condizionato da una forte incertezza. In difficoltà 48 aziende del comprensorio su 101 della provincia

FELTRE. Il mercato del lavoro è ancora condizionato da una forte incertezza e la crisi resta tutt'altro che risolta. Anzi, la radiografia nel feltrino su aziende, impiegati e procedure di cassa integrazione aperte dalle ditte, evidenzia una sofferenza superiore alle altre aree della provincia.
Lo dice l'ultimo report sulla situazione produttiva ed occupazionale, che nel confronto tra gennaio-ottobre 2009 e lo stesso periodo del 2010 sui dati legati alla crisi - comprendendo l'apertura di procedure di mobilità, messa in liquidazione o riorganizzazioni, senza contare la cassa integrazione - somma 27 aziende colpite l'anno scorso (erano 58 nel bellunese) e 21 quest'anno (su 43). Due i settori più coinvolti: metalmeccanico e occhialeria, che pesano più del 50 per cento del totale, poi l'edilizia.
I lavoratori in mobilità (con indennità) erano 175 nel 2009 a fronte di altri 146 nel 2010. Altro capitolo è la cassa integrazione, che raggiunge il picco di 1.405 settimane, con 4.143 lavoratori interessati, a prescindere dalla durata che può essere di sei mesi o di una settimana. In mezzo c'è l'erogazione degli ammortizzatori sociali, che se da un lato ha raggiunto livelli record, dall'altro ha permesso a molte ditte di superare i momenti peggiori.
Dietro questi numeri però, si intravede un segnale di ripresa (ad esempio alla Manfrotto che a febbraio ha goduto di un picco di ordinativi, o in alcune aziende di Quero che recentemente sono tornate ad assumere). Nel settore dell'artigianato si registra un incremento degli investimenti sia nel primo che nel secondo semestre - anche se tra il 2009 e il 2010 si sono persi centinaia di posti - e l'Associazione provinciale piccola industria e artigianato evidenzia quest'anno una diminuzione del 30 per cento della cassa integrazione.
Ma la crisi, avverte il segretario della Camera del Lavoro di Belluno Renato Bressan, non è finita: «I numeri del 2010 si aggiungono a quelli del 2009. Al 31 dicembre i dati non si azzerano e il feltrino è la zona dove si accentuano maggiormente tra i quattro settori dei Centri d'impiego», dice. «I lavoratori in mobilità nel 2009 erano 175 nel feltrino, e 182 a Belluno, mentre nel 2010 il feltrino ha superato Belluno: 146 a 122. Delle settimane di cassa integrazione, quasi la metà sono nel feltrino (1405 a fronte delle 2946 a livello provinciale), con 4.143 dipendenti interessati sui 7.830 del bellunese, cioè più del 50 per cento».
Su tutto questo, pesa molto il sommerso delle piccole imprese che «insieme contano per il 60-70 per cento del monte complessivo di aziende e lavoratori coinvolti dalla crisi». Da qui, prosegue Bressan, «come Camera del Lavoro abbiamo seguito ogni richiesta. Per le piccole imprese però ci vorrebbe un'estensione del ventaglio degli ammortizzatori sociali che si avvicini a quello delle grandi industrie». In una fase che non cessa di essere critica infine, «il numero delle imprese sul territorio continua a calare, non vedo nuovi insediamenti produttivi di aziende medio grandi. Il problema è vero e serissimo».
Raffaele Scottini

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