«A Caorle 50 casse di posta ferma». Denuncia pubblica di Giovanni Conte (Cisl) dopo una verifica negli uffici

«A Caorle 50 casse di posta ferma». Denuncia pubblica di Giovanni Conte (Cisl) dopo una verifica negli ufficiCAORLE. «Questi dirigenti devono andare a casa, sono un fallimento, sono incapaci di gestire e non vogliono assumere personale per risparmiare, causando disservizi ai cittadini». Sono le parole di Giovanni Conte, segretario della Cisl Poste che ieri mattina assieme a Stefano Vianello e Marco Tenzo delle Rsu Cisl è andato negli uffici postali di Caorle per verificare il perchè dei disservizi, da mesi denunciati dai cittadini e dal sindaco Marco Sarto. «Sono rimasto impressionato - spiega irritato Conte - la situazione è drammatica. Ho visto 50 casse piene di posta ferma da consegnare, tutto ciò è il massimo del paradosso della gestione di un sevizio così importante». Negli uffici di smistamento ci sono migliaia di lettere e raccomandate ancora da consegnare ai relativi destinatari. La posta non viene consegnata da mesi. Su nove postini ne mancano cinque a causa di malattia, infortuni e ferie programmate. Il fatto strano è che al loro posto, l'azienda non ha assunto nessuno. Nemmeno dopo le prime lamentele presentate dai cittadini. Eppure le domande di lavoro che arrivano alla sede di gestione del personale di via Torino a Mestre sono tante. Oltre ai postini mancano anche gli sportellisti: «La gente era in coda per ritirare la propria posta e gli addetti allo sportello sono insufficienti, non ce la fanno a soddisfare tutte le richieste». In questo momento il sindacato è molto preoccupato per il futuro dei lavoratori: «Io credo che se permane questa situazione i cittadini si rivolgeranno alle poste private e i posti di lavoro dei dipendenti postali saranno a rischio». Solitamente con l'arrivo della stagione balneare, l'azienda provvedeva all'assunzione di personale in surplus rispetto a quello normale per cercare di supplire all'aumento del lavoro. «Quest'anno l'attuale piano organico non arriva a coprire nemmeno quello previsto in un regime di consegna normale - continua Conte - e la colpa è degli uffici regionali e provinciali che non si sono assunti le responsabilità dovute ed hanno paralizzato tutto il litorale, visto che altre situazioni di disagio sono presenti negli uffici di Cavallino e Jesolo».Marta Camerotto

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