Zaia: per la Regione l’assessore alla semplificazione
La Regione deve fare riforme, semplificazioni e leggi, perciò entro i primi 100 giorni di governo intendo cambiare il Regolamento del Consiglio Regionale. E' questo, per Luca Zaia, candidato alla carica di Presidente della Regione Veneto per la Lega Nord- Liga Veneta, PdL e AdC Veneto, il presupposto di ogni possibile cambiamento nel governo del Veneto. Ha preso inizio con queste chiare parole l'incontro tra Zaia e la Cisl del Veneto, ultimo di tre, che la segretaria Franca Porto ha organizzato con i principali candidati alla successione di Giancarlo Galan.
Non è possibile, ha argomentato, che in Parlamento di approvi una Finanziaria in poche ore mentre in Regione ci vogliano anni per fare una semplice legge. L'obbligo di concordare ogni cosa con l'opposizione che altrimenti può bloccare tutto con le tecnica dell'ostruzionismo, rende poco operativo il Consiglio Regionale. Da qui la priorità della riforma del Regolamento che si accompagnerà ad una semplificazione delle norme e qui Zaia ha anticipato la scelta di avere anche un assessore alla semplificazione.
L'altro passaggio strategico del programma di governo del leghista trevigiano è quello del federalismo fiscale, sottolineando come il Veneto, pur disponendo di un bilancio di oltre 10 miliardi di euro ne può disporre liberamente di uno solo, essendo il restante già vincolato alla spesa per la Sanità ed per il funzionamento della Regione, stipendi compresi.
Una situazione economica questa che deve essere chiara a tutti i veneti e, per tale motivo, l'intenzione è quella di far certificare il bilancio regionale.
Zaia è entrato anche nel merito dei temi della crisi, a cominciare dalla drammatica serie di suicidi di piccoli imprenditori "è un sistema che non ha funzionato di fronte alla crisi". Sferzante il giudizio sulle banche "con la crisi c'è stato un fuggi-fuggi delle grandi banche mentre quelle locali hanno fatto il loro dovere" e sempre in tema di sostegno alla imprese ha evidenziato la necessità di fare delle scelte, come ad esempio, quella di affidare a Veneto Sviluppo la gestione di molte risorse pubbliche destinate alle imprese (potrebbe disporre di 5 miliardi di euro all'anno).
Sul federalismo interno alla Regione il candidato del Centrodestra ha sostenuto l'utilità delle province, la opportunità di passare il Catasto ai Comuni e di non forzare sulla unificazione dei piccoli Comuni che invece vanno incentivati a coordinarsi ed unirsi nella gestione dei servizi.
Sui temi del lavoro due appunti: la necessità che i giovani facciamo anche lavori manuali (siamo una Regione dove si lavora ancora molto con le mani ) ed un apprezzamento sulla contrattazione territoriale (ma nel futuro si vedrà come vanno le cose, sulla base del processo federalista). Immigrati? Sono stato il primo (da presidente della Provincia di Treviso) ad avviare i corsi di formazione nell'edilizia per stranieri.