Zaia: per Porto Tolle il più grande stabilimento del Veneto
Al Convegno "Porto Tolle, questione nazionale" organizzato dalla Cisl di Rovigo e del Veneto, che si è svolto ieri a Ca' Tiepolo, hanno partecipato , dall'inizio alla fine, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Con lui anche il Direttore delle Relazioni Esterne Enel Gianluca Comin e il Vicario della Diocesi di Chioggia don Roberto Boscolo, i rappresentanti di Confindustria e le autorità locali.
Al termine dei decisivi interventi introduttivi di Valeria Cittadin e di Franca Porto a prendere la parola per primo è stato gianluca Comin che ha ribadito il sostegno dell'Enel nel progetto di riconversione della centrale, sottolineandone l'aspetto proficuo non solo per l'ente che egli rappresenta, ma anche per il Veneto. Infatti, ad oggi il Veneto necessità dell'energia delle altre Regioni per il 50% del proprio fabbisogno, mentre l'utilizzo del carbone "pulito" consentirebbe una quasii totale autosufficienza. Inoltre, ha proseguito Comin, la Centrale costituirebbe "un cantiere fondamentale a livello energetico ed eviterebbe di tornare al Polesine degli anni '70".
Altri dati di fondamentale importanza, che Comin ha voluto ricordare, riguardano il benessere ambientale e cittadino: la centrale porterebbe, infatti, alla riduzione dell'88% di tutti gli inquinanti e del 61% degli ossidi di azoto.
Molto applaudito l'intervento del Presidente Luca Zaia, che ha elogiato tutti quei lavoratori che hanno continuato a sostenere per anni la riconversione della centrale, con manifestazioni e raccolte di firme.
Il convegno, inoltre, secondo Zaia ha appresentato"l'inaugurazione del più grande stabilimento mai fatto in Veneto"; per tale motivo, ha concluso impegnadosi a portare a termine il progetto ed affermando che "ci sarà sempre chi farà ricorso, ma noi continueremo a fare presidio".
Sia Zaia che l'Enel si sono, dunque dichiarati completamenti concordi nel voler attuare il prima il piano di riconversione della Centrale di Porto Tolle, adempiendo a ciò che poco prima il Vicario della Diocesi di Chioggia aveva affermato a nome del Vescovo: "tutte le parti (economiche, politiche e locali) devono lavorare di comune accordo in modo tale che il progetto sia portato a termine".
Giulia Stramazzo