XII Congresso. La Cisl applaude le Malefatte

Sabato, 13 maggio 2017

Tra i delegati del XII Congresso di Cisl Veneto sono andare a ruba le Malefatte, opera dei detenuti del carcere veneziano di Santa Maria Maggiore. Le Malefatte sono borse (ma anche gli accessori: http://malefattevenezia.it/en/), realizzate in PVC e, più precisamente, riciclando i banner pubblicitari dismessi o teloni di camion e un brand della Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri.
La Rio Terà dei Pensieri prende il nome dalla calle di Venezia che collega Piazzale Roma al carcere di Santa Maria Maggiore.
A spiegare ai 450 tra delegati ed ospiti presenti all’assise il valore che sta dietro alle borse, scelte come contenitori della documentazione congressuale, Emanuela Lucidi, responsabile commerciale della coop “Sono prodotte nel nostro laboratorio in carcere da un gruppo di 6-7 lavoratori carcerati. Per arrivare a questa occupazione seguono un percorso che comprende tre fasi collegate: formazione sul lavoro, borsa lavoro e quindi assunzione con regolare contratto di lavoro”.
“Rio Terà dei Pensieri – ha proseguito Lucidi, molto applaudita al termine della sua breve testimonianza - non si ferma qui. Altri detenuti sono occupati nel laboratorio di xerigrafia mentre nell’altro carcere veneziano, quello femminile della Giudecca, una decina di detenute sono impegnate nella produzione di cosmetici e nella cura di un orto bio”.
Proprio in questi giorni, in occasione della partecipazione di Mark Bradford alla 57° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia è avvenuto l’incontro tra l’artista statunitense e la cooperativa. Bradford ha sostenuto come sponsor l’apertura di un negozio della coop in zona Frari dove lo scorso 11 maggio è stata presentata la Limited Edition di borse in PVC che portano stampata una sua opera. Una collaborazione che si svilupperà nei prossimi 6 anni sulla base di Process Collettivo, un progetto che sfrutterà il palcoscenico mondiale della Biennale per mettere in luce e sostenere un modello di cooperazione sociale che interviene nel contesto penitenziario attraverso la creazione di opportunità lavorative per i detenuti e per chi torna in libertà.
Il lavoro dei carcerati era stato indicato da Onofrio Rota nella sua relazione al Congresso, riferendosi alla accoglienza dei profughi nella nostra regione, come dimostrazione della capacità del “circuito che vede operare in sinergia l’amministrazione pubblica, la cooperazione sociale ed il volontariato” di affrontare positivamente anche i più complessi e difficili problemi sociali.