X congresso Cgil Veneto. Porto: progettare il nuovo sviluppo

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Per uscire veramente dalla crisi serve una nuova stagione di sviluppo, spetta anche al sindacato progettarla. Questo, in sintesi, il tema centrale dell'intervento di Franca Porto svolto ieri al decimo congresso della Cgil del Veneto. Una occasione di colloquio di particolare rilievo visto che da mesi le strategie sindacali divergono in sede nazionale con effetti anche nell'azione locale e regionale.
L'intervento della Porto è andato subito al cuore delle questioni regionali ponendo ai congressisti due domande: quale è lo stato di salute del Veneto e quale è il suo futuro, anche sociale. Domande che non hanno trovato, ad oggi, risposte e proposte condivise.
Ricordando che i suicidi registrati in questi mesi di crisi sono solo la punta d'iceberg di un disagio che segna le persone, la segretaria della Cisl ha ribadito la centralità degli ammortizzatori sociali quali strumento economico per ridurre gli effetti della crisi sulle persone.
Ma ha anche evidenziato che la tutela del reddito non è sufficiente: per superare la crisi serve anche promuovere la coesione sociale coinvolgendo i corpi intermedi e la società civile. Sul nodo dello sviluppo economico la Porto ha appuntato che "è bene ricordare come già prima della crisi la produttività di troppe aziende venete fosse in calo.
Con la crisi molti settori industriali hanno avuto cali consistenti, inimmaginabili fino a pochi mesi fa. È pur vero che registriamo alcuni segnali positivi ma questi non consentono un incauto ottimismo che, allo stato attuale, appare ingiustificato". Il protrarsi della crisi potrebbe quindi influire in molte piccole e medie aziende destinate a non sopravvivervi . " La crisi- ha proseguito la Porto- ha fatto emergere, acutizzandoli, i difetti, i limiti ed i ritardi del nostro modello produttivo, sia regionale che nazionale ed il nostro compito deve essere finalizzato alla promozione di un percorso comune, volto alla ricerca di un modello di sviluppo alternativo, capace di correggere gli errori di un sistema che nonostante tutto è riuscito ad assicurare l'emancipazione economica e sociale della nostra regione".
Il superamento della crisi è possibile se l'intero territorio che viene chiamato ad esprimere il meglio di se, in un momento particolarmente difficile e "per questo non serve un sindacato antagonista".
Al contrario a questo fine "tutti, con le singole esperienze e le differenti visioni, sono chiamati a partecipare. Nessuno può essere escluso, nessuno può chiamarsi fuori- anche se, ha proseguito la Porto "promuovere la coesione sociale non significa tuttavia rimuovere il conflitto, ridurre l'azione sindacale a mero solidarismo, tutt'altro".
"Vorrei che dal sindacato, da tutto il sindacato - ha sottolineato - partisse un messaggio chiaro per tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Veneto".

In allegato:
X congresso Cgil Veneto. L'intervento ed il saluto di Franca Porto. 24 marzo 2010