Vinyls: futuro ancora nella nebbia
Si aggrava la situazione dei lavoratori di Vinyls di Marghera. "Il secondo bando internazionale di gara si è chiuso il 22 ottobre scorso- spiega Massimo Meneghetti - e se entro breve non si dovesse concretizzare l'operazione di cessione degli impianti a un soggetto imprenditoriale che li rilanci, il rischio è quello del fallimento dell'azienda e la perdita di tutti i posti di lavoro".
Il futuro di questa azienda, per il segretario della Femca veneziana, è oramai nelle mani del Ministero dello Sviluppo, dei Commissari e di Eni, che "devono assolutamente favorire una soluzione industriale di prospettiva a partire dall'integrazione della filiera del cloro-pvc, includendo così tutti i siti interessati e salvaguardando l'occupazione".
Da qui il sollecito che le Segreteria provinciali unitarie di categoria verso il MiSE affinché convochi il Tavolo Nazionale per la chimica del cloro, per fare chiarezza rispetto alle proposte di acquisto che sono arrivate, a partire dalle garanzie sia sotto il profilo industriale che finanziario.
"Consideriamo -prosegue il sindacalista- reali le dichiarazioni/considerazioni di Scaroni, AD di Eni:
se a Porto Marghera è difficile fare Industria questo lo si deve anche ad una politica e a delle istituzioni che, non tenendo conto di alcune questioni, continuano ad arrovellarsi su proposte insensate come la città della musica e l'ateneo della moda che sono impossibili da realizzare a Porto Marghera, visti gli alti costi di certe bonifiche ed il terreno non incline alla realizzazione di tali opere". Ma la polemica con la politica locale non finisce qui e toccano anche l'Autorità Portuale che verrebbe dalle stesse e da Confindustria fiancheggiata nel cambio di destinazione d'uso di aree dove vi sono ubicate aziende che lavorano e producono, con il rischio di farle scappare ed aggiungendo così altri disoccupati a quelli esistenti.
Duro l'attacco dei sindacati della chimica a Confindustria di Venezia di cui denunciano "la modifica della mission tradizionale tale da non rappresentare più gli industriali ma le società immobiliari che a Porto Marghera e nelle zone limitrofi vogliono fare solo case, come nell'area dei Pili e al posto della Raffineria di Venezia".
Le Segreterie Provinciali di Filctem Cgil, Femca Cisl E Uilcem Uil territoriali annunciano quindi una ripresa delle iniziative di mobilitazione.