Vinyls (Marghera): segnali di vita dal Ministero
Primi risultati della battaglia ingaggiata in questi giorni dai lavoratori della Vinyls di Marghera . Dopo che oggi alcuni di loro, tra cui una lavoratrice, sono saliti sui camini del Petrolchimico di Marghera per protestare contro "l'immobilismo del Governo" sui destini dell'azienda, il Ministero per lo Sviluppo Economico ha battuto un colpo che ha riaperto le speranze per un soluzione di questa complessa vicenda.
I lavoratori saluti sulla fiaccola della Vinylis A 150 metri da terra, mentre altri sono sospesi sull'arco della Polimeri Europa, dopo che ieri nell'incontro presso il MiSE con la presenza del neo ministro Paolo Romani e dei commissari straordinari non aveva portato ad una decisione sulle offerte arrivate per i tre siti italiani (Porto Marghera, Porto Torrese, Ravenna) della società.
In tarda serata lo stesso Ministero ha diramato un comunicato nel quale si informa che, dopo aver confermato la massima attenzione sull'evoluzione della situazione, il ministro Romani ha deciso di approfondire con le società offerenti il contenuto industriale e occupazionale, oltre che economico, delle singole offerte." Questo per assicurare, nel più breve tempo possibile, un concreto futuro produttivo e occupazionale ai lavoratori degli stabilimenti interessati".
Il comunicato precisa anche che "Nei prossimi giorni, i rappresentanti del MISE incontreranno i soggetti che hanno manifestato interesse al bando di gara per l'acquisto degli stabilimenti Vinyls di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna" e, più precisamente che " La prossima settimana sono attesi al Ministero i rappresentanti del fondo Gita (la cui offerta è valida fino al 15 gennaio 2011) e, successivamente , la società croata Dioky e l'italiana EG. Subito dopo il MISE convocherà il tavolo generale di confronto con le parti sociali". L'obiettivo dichiarato dal ministro è quello di accelerare i tempi di selezione e scelta delle diverse offerte. Lo stesso Romani si è anche impegnato ad accelerare anche il confronto tra Eni e le società interessate all'acquisizione degli impianti necessari al completamento del ciclo del cloro.
I sindacati dei chimici hanno espresso immediatamente una valutazione positiva a queste dichiarazioni che considerano "un importante passo in avanti " anche se "ritengono che il necessario percorso di chiarezza sia ancora molto lungo e pieno di difficoltà" e appuntano che "Lo spostamento in avanti della data di validità dell'offerta degli svizzeri non può creare ulteriori alibi a nessuno, rispetto al piano di salvataggio dell'azienda".
"Nonostante questo - ha precisato Massimo Meneghetti, segretario dei chimici della Cisl- i lavoratori hanno scelto di sospendere temporaneamente le iniziative di lotta. E' un atto di responsabilità ì, ma se le cose non vanno nel verso giusti, siamo pronti a tornare nelle nostre posizioni.