Vigili del Fuoco, dopo il terremoto elogi ma non fatti

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Lucio Binosi, caposquadra dei VVF di Verona, rappresentante sindacale della Federazione Nazionale della Sicurezza Cisl, è stato tra le macerie del terremoto d'Abruzzo (Pizzoli, L'Aquila ed Onna). Di quei giorni raccontò al Decimo Congresso della Cisl del Veneto in un intervento dove non mancò di denunciare le carenze di personale, di mezzi e di risorse economiche del Corpo. Ad un anno da quel evento lo abbiamo intervistato.

Dopo gli elogi per la vostra opera di quei giorni difficili cosa è cambiato concretamente per i Vigili del Fuoco? I problemi denunciati allora hanno trovato soluzione?
Ti faccio un esempio che rende bene il quadro della situazione. L'intervento in Abruzzo ci ha fatto capire che dovevamo migliorare la nostra professionalità e abbiamo chiesto quindi aggiornamento professionale sia teorico che pratico (ad esempio visite in aziende ad alto rischio). Ci hanno risposto che si poteva fare ma solo a patto che le ore di aggiornamento andassero in recupero, cioè perse in quanto le carenze di personale non ci permettono, se non raramente, di recuperare le ore fatte in più. Come se non bastasse a questo si aggiunge anche la beffa dell'aumento del prelievo fiscale sulle ore di straordinario quando si passa ad una aliquota Irpef più alta.

Hai parlato di carenze di organico ad aprile dello scorso anno e sembra che la situazione non sia cambiata...
Parlo della provincia di Verona. Siamo in 56 unità per un territorio che conta oltre 900 mila abitanti a cui si aggiungono le presenze turistiche, si estende per oltre 3 mila kmq e comprende un lago (dove opera una nostra squadra specializzata), un aeroporto (che impegna in modo stabile ed esclusivo 15 vigili del fuoco), colline più vigilanze come l'Arena, lo stadio, ecc.
In pratica siamo ad un rapporto di un VVF per ogni 22 mila abitanti fissi.

Con questo organico quante cose riuscite a fare?
Dal 6 aprile 2009 ad oggi abbiamo fatto 5.103 interventi, 14 al giorno. Fino a dicembre 2009 abbiamo lavorato raddoppiando il turno di lavoro. Poi siamo riusciti a recuperare qualche giorno di riposo.

Un anno fa si era parlato di istituire un corpo di volontari da affiancare ai VVF. Che fine ha fatto questo progetto?
Per volontà politica a Bovolone è stato costituito un distaccamento di volontari, 5 persone. E' operativo, su chiamata, nei fine settimana. A questi volontari, persone encomiabili per il loro impegno, è stato fatta formazione per 120 ore. Però vengono conteggiati appieno nei rapporti di servizio, così non risultano le carenze di personale.

Secondo la FNS quanti VVF ci vorrebbero nel veronese?
Noi abbiamo fatto conto che servono almeno altre 50 unità, tra graduati e vigili.

E a mezzi come stiamo?
Per la città di Verona abbiamo a disposizione una APS (autopompa con serbatoio) , due Eurocity più piccoli due autobotti, due autoscale ed un'autogru, mezzi per il soccorso urgente. Dopo l'Abruzzo ci hanno mandato una nuova APS ma è ferma ed inutilizzabile: non ci sono i soldi per attrezzarla. Abbiamo ricevuto anche un miniscavatore da utilizzare solo per interventi particolari, tipo calamità.

Ci sono ancora dei tuoi colleghi sui luoghi del terremoto?
Ad intervallo uno o due squadre. In questo momento una, di tre uomini, per movimentazione terra. Debbo dire che tuttora, riceviamo ringraziamenti dai cittadini comuni per ciò che abbiamo fatto a L'Aquila; riceviamo lettere dalle persone aiutate nelle zone dove abbiamo operato, riceviamo chiamate al 115 di persone che sono vicine al nostro lavoro ma, la nostra preoccupazione sarà per quando calerà il sipario con questo ultimo colpo di coda "nell'anniversario di un anno dopo il terremoto", quando ritorneremo nell'ombra e saremo ricordati dalle istituzioni come una "spesa" dove apportare tagli.
Comunque, chi fa questo lavoro con passione, sarà sempre in quel posto dove tutti fuggono; questo è quello che noi Vigili del Fuoco garantiamo ai cittadini.

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