Vicenza: Arti e Mestieri nell’incertezza

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"Ci hanno fatto credere per mesi che ci sarebbe stato un passaggio indolore della Scuola d'Arte e Mestieri al Centro Produttività Veneto con un progetto di rilancio che doveva ridefinire obiettivi formativi e costi di gestione. Un'apposita delibera comunale, approvata con 31 voti su 33, impegnava il Sindaco e la Giunta a proporre alla Fondazione subentrante un piano di sviluppo e di rilancio delle attività formative ed educative dei giovani, percorsi innovativi di restauro per adulti ed interventi internazionali. Oggi tutto questo è disatteso da immotivate indisponibilità del CPV e da incertezze politiche inammissibili". Questo l'amaro commento del Segretario Cisl Scuola Concettina Cupani, del Segretario Formazione Professionale Paolo Nalesso e del segretario provinciale Luigi Copiello sulla vicenda, ancora irrisolta, dell'Istituto di via Rossini che avrebbe dovuto essere assorbito dal Centro Produttività Veneto.
«Siamo preoccupati - sottolineano Cupani, Nalesso e Copiello - per il futuro dei lavoratori della Scuola d'Arte e Mestieri che rischiano di trovarsi senza occupazione per i ritardi della politica cittadina. Chiediamo agli enti fondatori (Comune, Provincia, Camera di Commercio) di farsi carico delle proprie responsabilità perché è inaccettabile che non si sia ancora trovata una soluzione di continuità per un patrimonio storico e culturale come la Scuola d'Arte e Mestieri che andrebbe rinnovato e non liquidato». Domani, mercoledì 9 giugno, i soci fondatori dell'Istituto incontreranno il liquidatore Gianfranco Vivian. «Chiediamo loro - continuano - di definire nuove prospettive per il futuro di queste persone ed un intervento immediato che dia continuità ai corsi educativi, favorendo l'occupabilità e lo sviluppo del settore. La Cisl è preoccupata per i lavoratori del settore Orafo, della Pelletteria di qualità, del Restauro d'arte sacra che in questa Scuola hanno sempre trovato strumenti di aggiornamento e riqualificazione professionale per rilanciarsi nel mercato del lavoro cittadino. Ma è preoccupata anche per i giovani iscritti a questo Istituto che hanno il diritto-dovere di assolvere l'obbligo scolastico e di raggiungere la qualifica professionale che hanno scelto e per la quale hanno studiato o si sono iscritti».

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