Veneto: sulla non autosufficienza i dati del Ministero

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L'italiano (maschio) ha una aspettativa di vita superiore di ben 10 anni (e mezzo, circa) rispetto al suo concittadini europeo della Lettonia: 77,1 per il primo, solo 66,7 il secondo.
Comincia con questi numeri il Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia presentato nei giorni scorsi dal Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi e curato dal veneto Angelo Lino Del Favero, oggi presidente di Federsanità Anci. Un paese, il nostro, che progressivamente invecchia: le previsioni del 2051 dicono che gli ultrasessantacinquenni saranno più di 34 ogni 100 abitanti, ma già oggi sono il 20 % della popolazione (in Veneto il 19,6%). Tra questi anziani si costituisce una parte importante dei non autosufficienti. L'efficacia dei servizi di "presa in carico" mostra una assoluta distanza tra nord e Sud del paese: il Veneto assiste il triplo degli anziani non autosufficienti della Campania che si affida alla famiglia e all'ospedale (una delle cause del deficit sanitario).
Andando più nello specifico il Rapporto deve attingere a dati vecchi e forse quindi lontani dalla realtà attuale. Come del caso degli anziani ospitati nelle residenze dove i numeri sono del 2005 e ci dicono che, rispetto alla media nazionale di 30 ospitati su 100, il Veneto è a 46, Trento a 65 ed il Friuli a 76 (Calabria e Basilicata 6 su 100).
Freschissime invece le informazioni (anno 2009) sui beneficiari delle indennità di accompagnamento. Di circa 1,9 milioni di beneficiari i residenti in Veneto sono poco più di 125 mila, il 2,6 % della popolazione, poco più della Lombardia che è la regione in assoluto meno assistita in percentuale (2,5%). Al capo opposto l'Umbria con il 5,3%.
Dal rapporto si evidenzia come i moderni Enea, che portano l'anziano genitore sulle spalle, sono in Italia tre: lo Stato (Regioni comprese) con le strutture ed i servizi pubblici, le famiglie (specie al Sud) e le badanti (stimate in 770 mila per la cui assistenza le famiglie datrici di lavoro spendono ogni anno circa 9 miliardi di euro. Il passo dell'Enea pubblico e di quello straniero è però ben più lungo e saldo al nord rispetto che nel Mezzogiorno dove Anchise poggia ancora sui figli naturali.
L'analisi si conclude con un elenco di 13 questioni aperte che si concludono con altrettanti punti interrogativi.
in allegato:
Ministero delle Politiche Sociali. Sintesi Rapporto sulla non autosufficienza 2010. 20 luglio 2010