Veneto: stabile la Cig di novembre, ma tornano segnali preoccupanti

Veneto: stabile la Cig di novembre, ma tornano segnali preoccupanti

 

A prima vista i numeri delle ore autorizzate di Cig in Veneto nel novembre 2011 sono in linea con quelli dei precedenti mesi autunnali ma anche della dinamica complessiva dell’anno che va a finire: 8 milioni di ore. Il 6% in più rispetto a ottobre, il 2% in più rispetto a settembre. Nella media dell’anno che nei suoi primi 11 mesi assomma a poco meno di 80 milioni le ore di Cig autorizzate. Sempre a novembre, ma del 2010, il totale delle ore di Cig concesse aveva invece superato 118 milioni di ore.

A dare segnali molto diversi sono però i sub-totali costituiti dalle singole gestioni.  Rimane alta e stabile, rispetto ai mesi precedenti, la quantità di Cig straordinaria: tre milioni di ore. Calano quelle di Cig in deroga: dai 3,4 milioni di settembre e ottobre ai 2,8 . In forte crescita invece la richiesta di Cig ordinaria che da 1,5 milioni di settembre, scesi poi a 1,2 ad ottobre fa un balzo in avanti e supera i 2 milioni di ore (2.106.000).

Commenta Franca Porto “La crescita della domanda di Cig ordinaria è un fatto che non può non destare preoccupazione. In primo luogo perché la Cig Ordinaria è lo strumento che le aziende utilizzano quando la crisi bussa alle porte. Dunque la crisi, che sembrava circoscritta, sembra aver toccano altre attività, ed ecco il secondo motivo di allarme: la crescita della Ordinaria riguarda innanzitutto il manifatturiero che invece aveva dato timidi segnali di ripresa, proprio a partire dagli ultimi mesi del 2010”.

In effetti il milione di ore in più di ordinaria è stato richiesto per il 60 % da imprese del settore metalmeccanico (ottobre 400 mila ore, novembre quasi 1.100 mila). Altre 130 mila ore in più rispetto ad ottobre sono state concesse al Sistema Moda (tessile, abbigliamento e pelli) e 100 mila al settore della chimica e gomma plastica (dove invece raddoppia la Straordinaria).

“C’è l’urgenza di concordare e poi mettere subito in pratica azioni regionali che salvaguardino il manifatturiero veneto producendo crescita e l’occupazione con politiche attive. E qui dobbiamo fare fino in fondo la nostra parte, sindacati, imprese ed amministrazione regionale”.