Veneto, si allarga la crisi

L'aggiornamento mensile sulla evoluzione della crisi nel tessuto delle imprese e dell'occupazione regionale segna brutto tempo in peggioramento.
I numeri vengo forniti come al solito da Veneto Lavoro che, nel report di febbraio 2009 si sofferma sugli effetti occupazionali della recessione.
In primo luogo sono raddoppiate, rispetto agli stessi mesi del 2008, le procedure di dichiarazione di crisi presentate dalle aziende a gennaio e febbraio 2009 e così il numero di lavoratori coinvolti (un terzo degli occupati nelle stesse aziende) per i quali si prospettano possibili licenziamenti o Cig. Il settore più in difficoltà si conferma quello metalmeccanico, le province più colpite Venezia e Padova.
raddoppiano anche, nel confronto mese su mese, 2009- 2008, i lavoratori posti in mobilità (nei primi 2 mesi dell'anno complessivamente passano da 3.000 a 6.000), con un incremento molto forte dei licenziamenti individuali. Si licenzia di più nel manifatturiero (83% dei licenziamenti collettivi ed il 41 % di quelli individuali) e nelle costruzioni. Non si registrano, almeno per i mese di gennaio 2009 rispetto ai mesi precedenti, grandi cambiamenti nelle percentuali di licenziamenti tra donne ed uomini e tra italiani e stranieri.
Infine emerge il dato sulle piccole aziende che hanno richiesto gli ammortizzatori sociali in deroga per i propri dipendenti. Tra gennaio e febbraio (i primi giorni di marzo inclusi) sono state in tutto il Veneto 1.483 con 6.784 dipendenti coinvolti. Ma i numeri sono in crescita progressiva e, mentre cresce il numero dei lavoratori sospesi dal lavoro e licenziati, altrettanto velocemente si riduce il numero delle nuove assunzioni.
Dunque la crisi si allarga ed è ben lontana dal raggiungimento del suo culmine.

documentazione
Veneto Lavoro: la dinamica delle assunzioni, dal 2000 al gennaio 2009. Misure/21
Veneto Lavoro. Crisi aziendali, l'impatto occupazionale. Report febbraio 2009

Vedi anche...