Veneto: quanto pesa il lavoro degli stranieri
Il Rapporto Unioncamere 2009 quantifica il peso del lavoro degli stranieri nell'economica nazionale ma anche, in molti aspetti, in quella veneta.
Le imprese individuali aventi come titolare un immigrato erano, a fine 2008, quasi 22 mila e costituivano il 7,8% di tutte queste imprese. La media nazionale era del 7%.
In Veneto il valore aggiunto derivante dall'attività degli stranieri era, nel 2007, pari all'11,6%, che tradotto in soldi significa oltre 15,2 milioni di euro. La media nazionale, anche in questo caso è più bassa:9,7% per un complesso di 134 milioni di euro.
Circa l'apporto degli immigrati nelle principali aree del lavoro si può fare riferimento ai dati nazionali del 2007 con l'apporto massimo nel settore delle costruzioni (20,3% del valore aggiunto) ed il minimo dei servizi (8,3%). Significativa anche la percentuale nell'agricoltura (13%). Tutti dati che confermano come il lavoro degli immigrati vada a coprire in primo luogo i posti e le attività dove manca manodopera italiana.
Veneto e Nordest confermano il loro interesse per i lavoratori stranieri anche nei programmi di assunzione per il 2009 (vanno però considerati gli effetti negativi della crisi sulla occupazione, specie nell'industria e in edilizia, e quindi sulle nuove assunzioni). Le previsioni delle aziende indicano nel 21,5 % la quota massima di assunzione di un immigrato non stagionale, la più alta d'Italia. Per gli stagionali la percentuale di intenzioni è invece del 30,3%.
Quali posti di lavoro occupano gli stranieri. I dati di Unioncamere sono in questo caso nazionali ma non per questo meno indicativi. Ad esempio su 100 immigrati nelle aziende dei servizi con più di 50 dipendenti il 12,5 % delle professioni individuali e tecniche mentre nelle piccole aziende industriali si tocca il record di posizioni occupate quale operaio specializzato (33,5%). In media 48,3 lavoratori stranieri su 100 sono occupati in professioni non qualificate e solo 4 su 100 fanno gli impiegati.
Infine le aziende esprimono poca o scarsa soddisfazione solo verso il 10% dei propri dipendenti stranieri mentre c'è molta soddisfazione nel 35% dei casi. Le rimanenti si sono dichiarate abbastanza soddisfatte. Le note più soddisfacenti riguardano l'atteggiamento verso colleghi e superiori e l'impegno nel lavoro (in quasi la metà dei casi).