Veneto: per chi perde il lavoro assegnati 236 mln di euro
Accordo fatto in Veneto per la rassegnazione delle risorse del Fondo Sociale Europeo 2007-2013.
E' il risultato della riunione convocata ieri, 31 marzo, del tavolo di partenariato - misure anticrisi istituito presso la Regione Veneto, assessorato alle Attività Produttive a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali e delle Associazioni Imprenditoriali venete.
Un tavolo di concertazione che funziona- conferma il segretario Cisl responsabile delle politiche per il lavoro Giulio Fortuni - e che sta operando con tempestività, anche anticipando le decisioni del governo nazionale, e con continuità: prima il protocollo del 10 dicembre che stabiliva i tre strumenti di impegno per contrastare gli effetti negativi della crisi sul lavoro: ammortizzatori in deroga, reimpiego, formazione e riqualificazione; poi l'accordo quadro del 5 febbraio sugli ammortizzatori (Cigs e mobilità in deroga) quantificandone in via preventiva il fabbisogno per il 2009 (120 milioni di euro) e l'accordo del 30 marzo che ha delineato, ampliandola, l'area dei beneficiari-.
Le decisioni assunte con unanimità di consenso prevedono che 236 milioni che la Regione Veneto aveva impegnato nell'ambito della programmazione del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2007-2013 vengano destinati e consumati in un periodo più breve, 2009-2011, per gli interventi di riqualificazione, formazione e reimpiego a favore dei lavoratori che, a causa della crisi, vengono messi in cassaintegrazione per lunghi periodi oppure licenziati e posti in mobilità.
Questi interventi saranno affiancati da contributi di sostegno al reddito, aggiuntivi ed integrativi a quelli già disposti dalla normale legislazione.
"Nonostante qualche intoppo, gli obblighi procedurali ed i ritardi del governo centrale in Veneto stiamo rispondendo con adeguata rapidità nel mettere in moto tutte le risorse disponibili per sostenere il reddito dei lavoratori colpiti dalla crisi- sottolinea Fortuni.
"Servono altre risorse e subito- conclude Franca Porto segretaria della Cisl veneta- perché i 20 milioni, dieci anticipati e dieci annunciati a breve, sono ancora poca cosa rispetto ai 120 che abbiamo congiuntamente richiesto. Rimane comunque aperta la questione della riforma del welfare sul lavoro: stiamo mettendo in azione tante azioni, risorse e regole che, se disposte in modo organico, realizzano la base di quel sistema di flessicurezza che hanno i paesi europei più avanzati. Perché allora non fare un salto di qualità e determinare una riforma completa nella nostra Regione? E' una proposta che sosteniamo da tempo, adesso aspettiamo l'ok di tutti gli altri federalisti convinti -.
Venezia- Mestre 1 aprile 2009