Veneto: morti bianche in calo

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"Paga l'impegno costante che stiamo dedicando alla sicurezza nei luoghi di lavoro" commenta così, Maurizio Cecchetto della Cisl del Veneto, i dati sull'andamento degli infortuni mortali sul lavoro in Veneto da cui emerge una significativa riduzione dei casi, aggiungendo però che "anche la riduzione delle ore lavorate e degli occupati a causa della crisi hanno influito sul ridimensionamento del numero delle morti bianche".
A giustificare questo cauta soddisfazione è l'analisi dei dati sugli infortuni mortali dal 2008 a febbraio 2011 con lo scorporo dei casi avvenuti negli ambienti di lavoro veri e propri (cantieri, campagne, stabilimenti ed uffici) da quelli occorsi nel percorso casa- lavoro del lavoratore (i cosiddetti "in itinere", generalmente dovuti ad incidenti stradali). A quest'ultima categoria appartengono infatti 33 dei 111 eventi mortali del 2008 (il 30%), 27 dei 79 occorsi nel 2009 (il 34%). Tolti questi appare chiara la riduzione del numero delle morti bianche sul lavoro: 78 nel 2008, 52 nel 2998, 55 nel 2010.
L'approfondimento, svolto sui dati Inail, dalla società Vega Engineering di Marghera, evidenzia che la strada e la circolazione stradale sono ancora oggi ambienti molto pericolosi per la vita umana così come confermano anche i numeri degli infortuni mortali riguardanti, oltre i casi in itinere, chi lavora proprio sulla strada, come ad esempio autisti e trasportatori: 27 casi nel 2008, 22 nel 2009 (i numeri del 2010 non sono ancora disponibili).
In pratica più della metà degli infortuni mortali avvengono a causa della circolazione stradale che, sottolinea Cecchetto "va messa sotto attenzione sia come efficienza del sistema che come condizioni di lavoro (tempi di guida, rispetto delle norme, consumo di alcol e sostanze, ecc.)".
I numeri veneti, disaggregati per provincia mettono la maglia nera alla Belluno Felix (così indicata in molte indagini sulle condizioni di vita nelle città italiane) che, nel 2010 era addirittura al terzo posto nella graduatoria delle province d'Italia per l'incidenza dei morti sul lavoro (esclusi i casi in itinere) per numero di occupati.
Un posto in prima fila spetta alla provincia di montagna anche per quanto riguarda l'incidenza delle malattie professionali, denunciate all'Inail nel 2008 e nel 2009, rispetto a numero degli occupati.
Per il segretario Cisl, responsabile delle politiche per la sicurezza sul lavoro in Veneto "Il caso Belluno, fatto salvo che quanto emerge dall'analisi statistica non va più di tanto enfatizzato, (ad esempio i 7 morti sul lavoro nel 2001 sono il doppio degli anni precedenti) merita di essere approfondito e- conclude- proprio perché pagante l'impegno per prevenire le morti sul lavoro deve proseguire mentre sulle malattie professionali dobbiamo fare ancora di più".

In allegato:
Gli infortuni mortali sul lavoro in Veneto. 2008-2010. Ufficio Comunicazione e Studi Usr Cisl Veneto. aprile 2011