Veneto: l’estate raffredda la CIG

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Alle calure dell'estate, in Veneto, fa riscontro un raffreddamento del ricorso alla Cig.

Dopo che nei primi cinque mesi del 2011 le ore mensili richieste ed autorizzate sono state superiori ai 7 milioni (il dato di aprile risente del blocco provvisorio della Cig in deroga) in quelli di giugno e luglio  si scende infatti sotto la soglia dei 7 milioni (rispettivamente 6,7 e 6,9 milioni). Una tendenza che, con tutta probabilità sarà rispettata anche ad agosto.

Rispetto allo stesso periodo (gennaio- luglio) dello scorso anno la frenata è consistente e sembra anche consolidarsi mese per mese: circa 51 milioni di ore rispetto alle quasi 78 milioni.

Nello stesso periodo del 2009, il primo anno completamente attraversato dalla recessione internazionale, le ore autorizzate erano state pari però a 33 milioni.

Improponibile poi un raffronto con gli anni precedenti la crisi, anche non tenendo conto delle pur consistenti quantità della Cig in deroga visto che, fino alla fine del 2008, era disponibile sono per casi eccezionali. Nel quadriennio 2005-2008 la media delle ore autorizzate di Cig ordinaria e straordinaria, nel periodo tra gennaio - luglio,  è stata infatti sull'ordine dei 7 milioni di ore. Nel 2011 le due gestioni hanno totalizzato 36 milioni di ore.

Delle tre tipologie di Cig disponibili a supportare il reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro è quella "ordinaria" (indicatore di crisi breve o di inizio crisi) a registrare il calo maggiore rispetto all'anno precedente: meno 40%. Consistente anche la riduzione, sempre rispetto al 2010, delle domande di Cig in deroga (meno 35%) e della "straordinaria" (meno 32%).

Come valutare questo relativo raffreddamento? "Da una parte è indubbio che ci sia un positivo rallentamento nel numero di aziende che entrano in crisi e devono sospendere il lavoro e che, sempre in positivo, altre stiano riprendendo a produrre con il personale prima sospeso- risponde Giulio Fortuni, responsabile della Cisl per il mercato del lavoro che però aggiunge "dobbiamo mettere nel conto però anche la cassa integrazioni che si sono concluse con la chiusura dell'azienda, il licenziamento di una parte o di tutti i lavoratori prima sospesi". La riduzione della Cig ha quindi due facce, una sorridente e l'altra invece drammatica, quella che porta alla disoccupazione.

"Il punto- è il commento di Franca Porto- è che la modesta ripresa a cui assistiamo anche in Veneto, non è sufficiente nemmeno a riportare tutti i cassaintegrati al lavoro e tantomeno a rimettere nel circolo occupazionale coloro che lo hanno perso o che lo stanno cercando per la prima volta. Servono dunque progetti ed iniziative straordinarie per riannodare crescita e occupazione e tutti sono chiamati a fare la loro parte, anche nella nostra regione". Conclude Fortuni "serve con urgenza un progetto concertato tra Regione e Parti Sociali per utilizzare a fini occupazionali le risorse finora consumate per la Cig".

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