Veneto: l’autunno non fa cadere la Cig

Veneto: l’autunno non fa cadere la Cig

Ad ottobre 2011 la quantità di ore di Cig autorizzate in Veneto segna un leggero arretramento rispetto al mese precedente: 7,5 milioni rispetto a 7,9. Il dato finale è il risultato di dinamiche molto diverse nelle tre gestioni. In calo quella Ordinaria (- 360 mila), stabile la Straordinaria (3 milioni di ore), in aumento la in Deroga (più 100 mila) il cui consumo reale non supera però il 50% dell’autorizzato.

Il confronto con gli altri mesi dell’anno presenta ottobre come un mese nella media di un anno che, finora, ha avuto il suo apice a maggio (8,5 milioni di ore) ed il minimo ad aprile ed agosto (5,4 milioni di ore).

La quota delle ore autorizzate per gli impiegati rimane alta, in media 1 ora ogni 4, con un minimo del 23% nei mesi di febbraio, agosto e settembre ed un massimo del 30% a gennaio, aprile ed ottobre.

Un ulteriore confronto può essere fatto con il 2010. Prendendo in considerazione i primi dieci mesi dei due anni si ha una forte riduzione delle ore autorizzate: dai 111 milioni del 2010 ai 72 milioni del 2011 (- 35%). Il calo maggiore in percentuale riguarda la gestione Straordinaria (-37%). Un po’ più bassa la percentuale di riduzione nella gestione Ordinaria (- 36) e in quella in Deroga(- 32%).

A livello delle singole province si possono evidenziare due dinamiche.

La prima è quella del confronto con il mese precedente dove in tre province (Belluno, Rovigo e Venezia) si ha un calo delle ore richieste ed autorizzate , in due (Padova e Vicenza) il dato è stabile mentre nelle altre due si è in presenza di una crescita che è particolarmente forte a Treviso (+ 600 mila ore).

La seconda è quella di mettere ottobre in confronto con la media dei 10 mesi del 2011. Ben sotto la media Belluno e Rovigo. Sulla media Venezia, Verona e Vicenza. Sopra invece Padova e soprattutto Treviso.

L’interpretazione di questi dati può essere riassunta in alcune considerazioni.

La prima è che, seppure in misura minore del 2010, la richiesta di utilizzo della Cig rimane alta e non da segni di una effettiva e progressiva riduzione.

La seconda è che prosegue la cronicizzazione della crisi: rimane infatti invariato al 44/45% la quota di ore autorizzate nella gestione Straordinaria, che, peraltro, è quella dove il consumo effettivo delle ore è il più elevato e, si stima, superi l’80% . A questo proposito va rilevato che l’Inps fornisce il dato, inutile, del tiraggio di questa gestione aggregato a quella della Deroga che, al contrario, è il più basso.

L’ultima è che, nonostante il perdurare della crisi, non vi è alcuna osservazione statistica disponibile sul come si concludono i periodi di Cig, nemmeno nel caso delle Straordinarie. Come si sa i modi con cui una azienda conclude l’uso di questo ammortizzatore possono essere completamente opposti: ripresa o chiusura, in toto o in parte, dell’attività produttiva. La Cig può essere quindi stata utile per favorire la guarigione dalla malattia da cui l’azienda può esserne uscita (intera o in parte mutilata, nell’occupazione e/o nella produzione) oppure può averne semplicemente prolungato l’agonia.

Finali che ci rimangono ancora oscuri.

 

In allegato:

La cig in Veneto ad ottobre 2011. Ufficio Studi e ricerche Cisl Veneto. 21 novembre 2011